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Venerdì, 18 Novembre 2016 14:04

Affitti brevi: al vaglio la nuova legge della Regione Toscana

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Affitti brevi: al vaglio la nuova legge della Regione Toscana

L'associazione Property Managers Italia ritorna sul nuovo testo sugli affitti turistici in discussione in Consiglio regionale. Il punto cruciale riguarda il limite annuale per le locazioni brevi a 90 gg oltre il quale scatta l'obbligo per il proprietario di aprire la Partita Iva. Per l'associazione di categoria che riunisce i professionisti della locazione turistica in Italia, la Regione deve cambiare la legge per non rischiare di aumentare il sommerso danneggiando turismo e lavoro. A Firenze su 9,5 milioni di pernottamenti solo 4,2 registrati. 8 milioni di euro di tassa di soggiorno evasi e 32,7 milioni di euro di imposte non versate.

L’associazione Property Managers Italia, che rappresenta il mondo degli operatori del settore degli affitti turistici, rimette in discussione ancora una volta la proposta di legge sul turismo della Giunta regionale toscana, dopo che, nei giorni scorsi, anche l’Anci Toscana si è unita al coro di proteste contro la decisione di fissare a 90 giorni il limite annuale per le locazioni brevi oltre il quale scatta l’obbligo per il proprietario di aprire la partita Iva. Il rischio è di aumentare l’evasione fiscale e danneggiare seriamente il settore degli affitti brevi, che solo nell’area metropolitana fiorentina, fattura circa 100 milioni di euro l’anno.

"Siamo i primi a ritenere necessaria una regolamentazione del settore, le leggi già ci sono e se applicate attraverso controlli puntuali oggi di difficile attuazione, aiuterebbero a combattere il sommerso alimentato da chi gestisce tante abitazioni senza avere una partita iva oppure da quei proprietari, non imprenditori, che non denunciano il reddito che guadagnano attraverso la locazione dei proprie abitazioni. Non è certo la repressione la strada giusta e la legge che fissa un limite a 90 giorni di locazione breve non rappresenta alcuna soluzione”, sottolinea Lorenzo Fagnoni, referente per l’associazione in Toscana.
"A questo proposito l'emendamento alla legge di Bilancio già approvato dalla Commissione Finanza della Camera, che non prevede – ci teniamo a sottolinearlo - alcuna nuova tassazione, rappresenta anzi una soluzione per avere garanzie sulla riscossione di tributi già previsti dalla legge. La cedolare secca sui canoni per affitti brevi e la tassa di soggiorno infatti verrebbe trattenuta direttamente alla fonte, così gli intermediari, siano essi piattaforme online oppure operatori, diventano veri e propri sostituti d’imposta. L’effetto sarebbe di azzerare la burocrazia, ma soprattutto nessuno sfuggirebbe più al fisco perché tutti, proprietari, immobili e clienti, verrebbero registrati.
Appoggiamo pienamente la proposta della cedolare secca perché favorisce l'emersione del nero ed è una grande semplificazione per il proprietario che pagherà di meno lasciando l'amministrazione dei tributi al sostituto d'imposta. Inoltre la cedolare secca sostituisce il pagamento dell'IRPEF attualmente in vigore favorendo così tutti i proprietari. Non è, quindi, una nuova tassa, ma un abbattimento di quella attuale per tutti coloro che fino ad oggi hanno rispettato la legge.
A livello nazionale si stimano 40 milioni di pernottamenti non denunciati agli uffici di Pubblica Sicurezza con un patrimonio immobiliare latente di 3,5 milioni di seconde case che possono rappresentare un possibile bacino di offerta estremamente interessante sia per la distribuzione su tutto il territorio italiano che per dare una chance di reddito ai proprietari.
La Regione Toscana dovrebbe comprendere che con la sua legge assolutamente anacronistica ci saranno solo più burocrazia e più costi. Se passasse così come è, oltre ad essere in contrasto con il codice civile, avrebbe un unico, paradossale, effetto: aumentare il nero. I dati sul sommerso parlano chiaro: su 9,5 milioni di pernottamenti a Firenze solo 4,2 vengono registrati, con ben 8 milioni di euro di tassa di soggiorno evasi e 32,7 milioni di euro di imposte non versate. (Elaborazione su Dati Istat 2014-Airdna 2016 e Channel Mentor VREasy)"

Il mercato degli affitti brevi rappresenta un'occasione per rivalutare il patrimonio turistico e immobiliare mettendo a reddito le secondo case e l'eventuale invenduto e consente soprattutto per i piccoli borghi e centri minori, di dar loro nuova vita anche attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro.

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