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Martedì, 07 Marzo 2017 17:14

Airbnb: sono 83.000 le donne host in Italia

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Airbnb: sono 83.000 le donne host in Italia

Secondo il sondaggio di Airbnb, le donne host che sul portale sono in totale oltre 1 milione, ottengono recensioni migliori e partecipano di più alla community che rappresentano per il 55% a livello globale. In Italia sono oltre 83.000 e la motivazione che le spinge a diventare host è perlopiù legata al contribuire a far quadrare il bilancio domestico. 

Il report realizzato da Airbnb dal titolo “Le donne host e Airbnb: insieme per costruire una community globale” analizza il mondo femminile delle host e si interroga su cosa le spinge le donne a diventare host per Airbnb. In sintesi, dai dati raccolti emerge che 1 su 5 lo fa per cogliere l’opportunità di lavorare da casa e allo stesso tempo integrare le entrate familiari, magari monoreddito o quando il secondo stipendio è part-time.

Ma ci sono anche quelle 55 mila che stanno avviando una propria attività imprenditoriale ed essere host, per loro, diventa un’ottima opportunità per arrotondare di tanto in tanto e realizzare un sogno.

Altre ancora lo fanno per passione e il loro essere naturalmente empatiche e attente agli altri rende il 59% di loro dei Superhost - con recensioni a 5 stelle e alti tassi di risposta - più di quanto lo siano gli uomini (41%).

A livello mondiale, su Airbnb sono presenti oltre 1 milione di donne host che rappresentano il 55% della community a livello globale. Dall’anno di fondazione del portale, nel 2008, le donne host hanno ricevuto entrate per più di 10 miliardi di dollari, e nel 2016, sono state oltre 200.000 le donne nel mondo che hanno ottenuto almeno 5.000 dollari grazie alla loro attività di hosting. Circa 150.000 donne affermano di potersi sostenere economicamente proprio grazie ad Airbnb, andando ad integrare con l’attività di host il lavoro part-time e, nel 23% dei casi, utilizzando l’integrazione del reddito per coprire le spese quotidiane, dalle bollette ai generi alimentari.

L’home sharing, dunque, sempre più spesso permette alle donne di avere maggior controllo sul proprio futuro economico e oltre 50.000 di loro nel mondo usufruiscono delle entrate di Airbnb per supportare una propria attività imprenditoriale. E visto che ospitare i viaggiatori di passaggio diventa funzionale ad investire in un progetto proprio e “a farsi da sole”, sono sempre loro le più propense a sviluppare le proprie tecniche di ospitalità, diventando in grado di guadagnare potenzialmente delle entrate ancora più indipendenti. In effetti, sono quasi il 60% le donne Superhost, quelle che ospitano più spesso i viaggiatori, ricevono più recensioni a cinque stelle e si dedicano anima e corpo alle prenotazioni.

La situazione italiana riflette quella mondiale. Condividere il proprio alloggio è una realtà sempre più diffusa anche nel paese dell’ospitalità per eccellenza e, anche in questo caso le donne sono protagoniste, rappresentando oltre il 50% dell’intera comunità di host, pari a 83.000 utenti. Grazie a Airbnb le donne italiane riescono a guadagnare in media circa 2.000 euro all’anno che spesso dichiarano di impiegare per pagarsi la casa, soprattutto se si tratta di madri single.

Inoltre, visto l’impegno preponderante delle donne nella cura della famiglia, dei figli e della casa in generale, l’hosting rappresenta un compromesso perfetto tra lo svolgere un lavoro che non impegni tutta la giornata e la necessità di percepire uno stipendio intero.

L’Italia è uno dei paesi con il numero più alto di host donne che abbiano dichiarato di non avere un contratto di lavoro full-time (17%). Solo a Milano le host donne sono 6.000. A Roma sono invece 8.000, con il 21% di loro che sfrutta i profitti ottenuti per permettersi di avere un lavoro ad orario ridotto.

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