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Venerdì, 02 Agosto 2019 10:56

Affitti universitari: +6% nel 2019

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Affitti universitari: +6% nel 2019

L’analisi di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nelle locazioni con 300 agenzie in Italia, evidenzia la crescita continua nelle città universitarie italiane dell’utilizzo di contratti d’affitto agevolati per studenti. Dopo il +4% dello scorso anno, nel 2019 i canoni di locazione delle camere singole sono cresciuti del 6%, con incrementi significativi soprattutto nelle città universitarie principali: Milano (+2%), Roma (+6%), Firenze (+12%) e Torino (+25%). 

affittiuniveristari2019Per una camera singola, rileva lo studio, si pagano mediamente 312 euro al mese, contro i 218 euro a persona richiesti per un posto letto in doppia. I prezzi di queste stanze sono in aumento soprattutto nelle grandi città, dove i canoni medi delle singole sono più alti, inducendo gli studenti a ripiegare sulla condivisione della camera. 

In particolare, secondo l'analisi di Solo Affitti, con un canone medio di 575 euro mensili, Milano si conferma la città italiana dove si paga di più per affittare una stanza singola. I prezzi diventano più abbordabili a Roma (399 euro/mese), nonostante i canoni siano cresciuti di circa 20 euro. A Torino gli universitari pagano circa 360 euro al mese per una camera, 73 in più rispetto allo scorso anno. A seguire Firenze (358 euro), dove l’esborso mensile è cresciuto di circa 40 euro, e Bologna (350), invariata rispetto allo scorso anno. I canoni di locazione presentano una certa dinamicità anche a Padova (335 euro /mese, con prezzi in crescita di 35 euro), Genova, Pavia (300 euro ciascuna), dove l’aumento è compreso tra i 50 e i 75 euro. Le quotazioni delle singole sono più a “misura” delle tasche degli studenti a Siena (300 euro), che si conferma sugli stessi livelli dell’anno scorso, Napoli (283 euro), dove i canoni sono calati del 19%, e a Parma (275), con prezzi in diminuzione di circa il 12%. Chi vuole avere una camera tutta per sé pagherà in media 250 euro al mese a Cagliari e Catanzaro, dove i prezzi sono cresciuti di 20 euro rispetto al 2018, 230 euro a Bari (-6%) ; 225 euro a Pescara (-6%) e 200 euro nella più economica Perugia, con canoni stabili rispetto allo scorso anno.

Guardando all'andamento dei prezzi per le stanze doppie, i prezzi mensili delle stanze doppie sono cresciuti mediamente di 14 euro (+7%), con il capoluogo meneghino (+11%) che anche in questo caso è in cima alla classifica delle città più care d’Italia: 395 euro/mese a persona per un posto letto in doppia. Quotazioni più basse di un terzo a Bologna e Rimini (270 euro ciascuna), dove i canoni per questa tipologia di camere sono più alti che a Roma (258 euro/mese, +5% rispetto al 2018). Solo Affitti rileva prezzi in crescita anche a Torino (+2%), Firenze (+7%) e Padova (+25%), dove un universitario alla ricerca di un posto letto in stanza doppia paga circa 250 euro. In controtendenza Napoli, dove i canoni medi si sono ridotti di 10 euro (-5%) rispetto allo scorso anno, attestandosi attorno ai 190 euro, poco più che a Parma (180), dove il calo dei prezzi è stato di 20 euro. Le camere doppie sono più a buon mercato a Genova, Bari (150 euro ciascuna) e Pescara (130 euro).

Riguardo alle tipologie contrattuali, i contratti agevolati sono largamente utilizzati nelle diverse forme del ‘canone concordato 3+2’, del ‘contratto a studenti universitari fuori sede’, e del ‘transitorio’. Questi strumenti, secondo Solo Affitti, sono scelti nell'83,6% dei casi perché a fronte dell’applicazione di prezzi di affitto calmierati, i padroni di casa beneficiano di una tassazione più conveniente: cedolare secca al 10%, invece del 21%, e aliquota IMU ridotta del 25%.

I contratti agevolati trovano larga applicazione soprattutto nelle città dove gli accordi territoriali tra comune e associazioni di proprietari e inquilini sono stati aggiornati di recente o risultino comunque sufficientemente allineati ai valori di mercato degli affitti, come ad esempio a Roma, Firenze e Napoli (93% ognuno). La percentuale di utilizzo dei contratti a canone calmierato è praticamente totale a Genova, Modena, Pavia e Rimini. Solo Affitti evidenzia ancora come, invece, i contratti agevolati stentino a decollare in alcune città nonostante il recente aggiornamento degli accordi territoriali: a Milano, ad esempio, sono utilizzati solo nel 22% dei, casi perché i canoni calmierati sono troppo distanti da quelli di mercato e i proprietari, di conseguenza, non trovano conveniente utilizzarli.

Nella ricerca dell’alloggio gli studenti privilegiano la vicinanza alla facoltà (62,3%) e, a pari merito, un’adeguata presenza di mezzi pubblici. Solo Affitti ha rilevato che, soprattutto nelle città dove il costo dei posti letto è più elevato, gli studenti sono, ancor più quest’anno rispetto al passato, disposti a rinunciare alla vicinanza alla sede universitaria per una casa meno costosa ma ben collegata alla facoltà con i mezzi pubblici. Restano inoltre molto sostenute le richieste di stanze singole (60,4%).

Tra gli optional, oltre a un arredamento moderno e confortevole, non sempre presente nelle case affittate agli studenti universitari, viene ormai ritenuta prioritaria la dotazione di wi-fi. Poco importante la presenza di aria condizionata, mentre in forte discesa nelle preferenze degli studenti sono lavatrice e lavastoviglie: una scelta indotta dal bisogno di minimizzare le spese.

Infine, vista la crescita dei prezzi degli affitti e l’esigenza conseguente di condividere la stanza o l’appartamento con altri studenti, aumenta la richiesta di immobili in cui alloggino persone dello stesso sesso (15,1%).

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