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Martedì, 04 Agosto 2020 13:05

Affitti brevi: Halldis chiede il concordato preventivo per andare oltre la crisi

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Affitti brevi: Halldis chiede il concordato preventivo per andare oltre la crisi

Tra le prime e più grandi società specializzate nella gestione degli affitti brevi a operare sul mercato italiano, Halldis era in difficoltà sul piano finanziario già prima della crisi indotta dall'emergenza sanitaria e del blocco agli spostamenti che ne è derivato. Il mondo degli affitti brevi, nato sulla scia del boom di Expo2015, con molta improvvisazione, poca esperienza e l'assenza di barriere all'ingresso, infatti, era già in una fase di saturazione dell'offerta che stava incidendo fortemente sui ricavi e risultati delle attività. Molte società, poco strutturate e ancora in fase di avvio, non hanno retto allo stop delle prenotazioni e altre, le più grandi, necessitano di un ripensamento e strategie di adattamento a uno scenario incerto e mutevole che i prossimi mesi ci prospettano. 

Halldis S.p.A. società italiana con sede a Milano operante nel settore degli affitti brevi, che gestisce, per conto di proprietari privati e istituzionali, 1.800 proprietà in 20 località italiane ed europee, con appartamenti e palazzi nelle principali città, ma anche ville di lusso, in particolare in Toscana, ha depositato avanti al Tribunale del capoluogo lombardo un ricorso per l’ammissione della società alla procedura di concordato preventivo ai sensi dell’art. 161, comma 6, per risolvere lo stato di crisi in cui versa e garantire la continuazione dell’attività aziendale.

Halldis nel corso degli ultimi anni ha incontrato difficoltà sul piano finanziario, che si sono aggravate nel periodo più recente, anche in considerazione della pandemia connessa alla diffusione della Covid-19 e del calo degli spostamenti per finalità turistiche e di lavoro che ha inciso gravemente sull’attività sociale.

All’esito dell’istruttoria realizzata con l’ausilio dei propri consulenti legali e finanziari, Halldis ha ritenuto che nell’attuale situazione l’accesso al concordato preventivo rappresenti la soluzione più efficace per tutelare tutti i soggetti coinvolti, primi fra tutti i lavoratori; si ritiene infatti che lo strumento concordatario possa assicurare, sotto il controllo del Tribunale, la ristrutturazione della società, nel rispetto della par condicio creditorum e di preservarne il patrimonio “immateriale” (portafoglio contratti, piattaforma informatica, esperienza nel settore e posizionamento di mercato).

Abbiamo fatto una scelta che al contempo desse chiarezza al mercato e offrisse uno strumento efficace per ripartire a tutela degli stakeholder, in particolare dipendenti e creditori – spiega l’amministratore delegato Leonardo Pagni. - La finalità è quella di garantire la continuità della gestione e il mantenimento degli standard qualitativi della società che il mercato ha potuto apprezzare negli anni.

Abbiamo dato quindi avvio alla predisposizione di un piano di ristrutturazione per il risanamento dell’esposizione debitoria e il riequilibrio della situazione finanziaria, che presenteremo nei termini di legge e di cui renderemo noti i futuri sviluppi”.

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