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Martedì, 05 Maggio 2015 00:29

Brasile e Russia, due opportunità per il turismo italiano

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Brasile e Russia, due opportunità per il turismo italiano

Mentre i riflettori sembrano puntare esclusivamente sulla Cina che è nel mirino di investitori, sviluppatori e catene alberghiere, noi spostiamo nuovamente l'attenzione verso altre due grandi realtà che per il turismo rappresentano ancora enormi mercati con incredibili opportunità di sviluppo. Al microfono Luca Martucci, Managing Partner di Concept Marketing in diretta dal Brasile e Alessandro Casula Fondatore di Russkiy Kliuch, per la Russia.

Domanda- Brasile e Russia rappresentano ancora un'opportunità per il mercato del turismo mondiale e soprattutto per quello italiano?

A. Casula-Russia- L’outgoing russo rappresenta comunque oltre 20 miliardi di dollari di valore, e una discreta fetta del turismo interno vuole andare all’estero. Anche se si perde per strada qualche punto percentuale rimangono comunque numeri piuttosto interessanti.

Questi poi sono i numeri della sola Russia, ma vi è da ricordare che vi sono gli altri 14 paesi ex Unione Sovietica che rappresentano un’altro 50% di popolazione parlante la stessa lingua e con tradizioni e culture similari, o comunque estremamente influenzate dal contesto storico in cui sono state “immerse” per decenni.

Inoltre l’Italia sta andando in controtendenza rispetto al resto d’Europa riguardo gli arrivi dalla Russia, sia per una serie di eventi che caratterizzano il 2015, primo tra tutti l’Expo, sia per le positive relazioni che hanno caratterizzato i due paesi.

L. Martucci-Brasile- Senza dubbio il mercato Brasile, nonostante il mutato scenario macro economico e la svalutazione del real, continua a rappresentare una grande opportunità per qualsiasi destinazione nel mondo.

Seppure lontani dai risultati eclatanti degli anni 2008-2011, gli indici di crescita sia in termini quantitativi, che di qualità della spesa per turismo all’estero, continuano a essere positivi e il contributo della nuova classe media continua ad essere determinante sopratutto per le “mainstream destination”.

La possibilità, poi, di acquistare pacchetti turistici con pagamenti fino anche a 10 rate permette di programmare le vacanze con una certa tranquillità anche a chi lascia per la prima volta il paese e non vuole rinunciare a questo nuovo status di turista Internazionale.

E, ancora, il “super dollaro” che penalizza i flussi verso il primo mercato cioè USA, può essere uno stimolo per il turismo verso l’Europa e quindi anche per l’Italia, ma dovrebbe essere posta più enfasi su quest’aspetto, anche per controbattere iniziative della concorrenza che sta applicando sconti e promozioni mai viste.

Probabilmente non registreremo percentuali a due cifre per quanto riguarda il turismo di massa, non crediamo che EXPO2015 sarà un grande driver per il turismo brasiliano, mentre più interessante sarà il movimento per il Giubileo Straordinario, data la forte componente del turismo religioso. L‘Italia è comunque, e continuerà a essere per molto tempo, una “top selling destination” con l’incontrastato primato di Roma, Firenze, Venezia e Milano su tutto il resto del territorio che ancora fatica ad essere riconosciuto come meriterebbe e il Brasile è ancora l’unico mercato tra i paesi BRIC che non richiede il visto per i turisti che si recano in Italia con la quale ha forti affinità culturali.

Domanda- Ci sono stati dei cambiamenti recenti che indicano un cambiamento di rotta del mercato e in quale direzione?

A.Casula-Russia- Sicuramente rispetto a pochi mesi fa il rublo si è rivalutato, recuperando quasi un 20%, ora si è a circa 55 rubli per un Euro, contro la punta di 80 di qualche mese fa. Questo era uno degli elementi principali che limitava i viaggi all’estero, soprattutto in Europa, e ora sta tornando alla normalità. Gli effetti già si sentono nel turismo, e gli arrivi stanno di nuovo aumentando.

L. Martucci-Brasile- Recenti statistiche confermano che la “vecchia Europa” sta perdendo share: crescono in misura maggiore destinazioni emergenti dei continenti Africa e Asia  grazie alla sempre maggiore offerta di collegamenti aerei accompagnata da efficaci, costanti e consistenti strategie di marketing e promozione.

L’Europa centrale e meridionale, seppure ancora predominante in termini assoluti, soffre di più rispetto a quella del Nord e dell’Est. Destinazioni minori come per esempio la Norvegia, che ha saputo investire sul segmento crocieristico, UK e Irlanda per corsi di lingua, o la Croazia che si propone come una valida alternativa a Italia e Spagna in termini di costo-beneficio, stanno cogliendo i frutti di quanto seminato negli ultimi anni.

Più in generale il periodo di viaggio si è accorciato, cresce molto il “turismo self organized“, il viaggiatore brasiliano è sempre più connettato in rete e preparato sulla destinazione che intende visitare e quindi diventa ogni giorno più esigente, ma il trade turistico ancora riveste un’importanza predominante nella fase dell’acquisto del viaggio.

Domanda- Quali sono i segmenti con i maggiori trend di sviluppo per il mercato italiano?

A. Casula-Russia- Anzitutto vi sono dei segmenti geografici molto importanti nell’ex Unione Sovietica, dei paesi emergenti negli emergenti. Ad esempio la Georgia, un paese che a detta dei russi è sempre stato piuttosto ricco, e a tutt’oggi conferma una posizione economica importante e una crescita altrettanto forte.

Un paese che, seppur presenta pochi abitanti, fa da hub per Armenia e Azerbaijan, quindi sviluppa flussi piuttosto interessanti, anche verso l’Italia.

C’è poi il Kazakistan che continua a crescere, e l’Ukraina, seppur colpita duramente dalla guerra, presenta una volontà estremamente marcata di rivalsa sul fronte economico e turistico di conseguenza.

Ragionando invece su una segmentazione effettuata per potere di spesa, il segmento più alto di mercato ha tenuto, visti anche i conti in altre valute di questo segmento, e anzi è cresciuto. Sicuramente ha perso il segmento intermedio, a favore del segmento d’offerta più basso, vista la maggiore sensibilità al prezzo. 

Per i russi comunque il viaggio è un bene di prima necessità, per cui si privano di altro ma non del viaggio.

L. Martucci-Brasile- Il turismo per le grandi città d’arte continuerà fare la parte del leone non solo per l’ovvio richiamo delle sua principali attrazioni storico-culturali, ma anche perchè i “nuovi turisti” brasiliani amano dire “sono stato lì”, fare il classico “selfie” sulla gondola, al Colosseo o alla Torre di Pisa. Tuttavia le logiche di questo turismo mass market sono poco governabili da parte dei player del ricettivo, seguono dinamiche distributive già consolidate nel tempo tra grandi tour operator del mercato Brasile e grandi t.o. incoming italiani. Perciò, senza un effettivo supporto e investimento in azioni di co-marketing da parte degli enti pubblici presposti alla promozione, le chance di ritagliarsi un posto ed entrare in questi flussi sono davvero limitate. Oggi le grandi città d’arte dovrebbero avere solo la preoccupazione di gestire al meglio l’arrivo di grandi numeri di turisti, dovrebbero lavorare solo sul turismo di qualità e sulla destagionalizzazione, ma per questo dovrebbero essere meglio prospettare opportunità di eventi e attività: manca per esempio una totale percezione di cosa fare la sera anche nelle principali città d’arte italiane, a differenza di Madrid, Parigi o Lisbona.

Meglio quindi concentrarsi sui segmenti di nicchia sopratutto quelli high end, che hanno grandi margini di crescita se le destinazioni saranno davvero capaci di coglierne potenzialità attraverso attività di marketing sia B2B che B2C. A partire da quello dei viaggi eno-gastronomici, bike, honey moon e wedding ma anche quello meno esplorato del viaggio abbinato a corsi di lingua o ancora puntare sui repeater, i più inclini al viaggio esperienziale, più propensi a conoscere località e destinazioni meno conosciute. Il brasiliano infatti è il classico turista “last to bed and first to rise” e desidera sempre di più approfittare del viaggio per fare tutta una serie di esperienze, tra le quali anche lo shopping deve essere sempre contemplato.

Grandi potenzialità ancora inespresse dal mercato italiano sono, infine, il segmento MICE, che purtroppo sconta problemi infra strutturali importanti, e proposte e marketing per i viaggiatori bleasure, manager o partecipanti a fiere in Italia, che intendano approfittare del viaggio di lavoro per godersi anche qualche giorno di vacanza.

Domanda- Quali sono i segnali che da Brasile e Russia è bene che arrivino in Italia?

A. Casula-Russia- E’ bene che si capisca che la Russia ha avuto importanti crisi mediamente ogni decennio, e che si è sempre risollevata molto velocemente, anzi ogni crisi è servita a far risollevare ancor di più il mercato. Anche questa si sta rivelando in questo modo, per cui è bene non mollare gli investimenti fatti in passato per conquistare questo mercato, persistere sullo stesso e andare avanti. Vista poi la sensibilità al prezzo, quindi una maggiore attenzione al prodotto che si sta acquistando, orientare ancor più la propria struttura a questo mercato.

L. Martucci-Brasile- L’Italia non può più pensare di vivere di rendita e deve attivarsi per cogliere al meglio il potenziale di questo mercato, non perdere ulteriore compettività e mantenere le posizioni consolidate nel tempo. Come? Innanzitutto presidiando adeguatamente la rete: il Brasile continua a essere al top delle statistiche mondiali per uso di internet e frequentazione dei social network: la sola classe emergente brasiliana conta più utenti attivi in internet di tutta la popolazione digitale italiana. In Italia però si parla tanto di turismo digitale, proliferano StartUp, app varie e inziative sui social network, ma pochissime sono concepite anche pensando al mercato Brasile e non solo per quanto riguarda utilizzo della lingua portoghese. Il comparto ricettivo italiano, infatti, dovrebbe tenere in maggiore considerazione anche la tipologia di questo viaggiatore che viene da lontano, che vuole ottimizzare al meglio l’investimento fatto nel biglietto aereo e quindi spesso visita più destinazioni sia in Italia che in Europa.

È importante poi ricordare che anche qui in Brasile sempre di più la scelta della destinazione è presa consultando internet, ma la fase dell’acquisto è ancora fortemente in mano al trade, e senza l’adeguato approccio della distribuzione, qualsiasi sforzo promozionale è destinato ad avere poco successo. Mancano i necessari approfondimenti sui processi distributivi e sulle caratteristiche del trade locale, che il più delle volte è approcciato di forma generica e nel suo insieme senza le dovute attenzioni per i differenti segmenti di attuazione. Le poche attività B2B del sistema Italia sono ancora quelle tradizionali off line e sempre più vecchie, mentre latita completamente un marketing digitale verso il trade, come ad esempio il ricorso a piattaforme di e-learning, aree riservate esclusivamente ad agenzie di viaggi e TO nei site delle destinazioni. I nostri più importanti concorrenti investono sempre di più sia nel B2B che sopratutto in attività rivolte al consumatore finale.

Un ultimo messaggio, infine, per tutti gli addetti ai lavori: alla recente edizione della WTM Latinamerica a São Paulo, diventata una delle più importanti fiere per il trade brasiliano, l’Italia era rappresentata solo dallo stand della Regione Veneto, una delle poche attive su questo mercato, e da un paio di TO incoming. Expo 2015 non pervenuta! 

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