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Sabato, 09 Novembre 2013 07:00

Turismo russo e brasiliano a confronto

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Turismo russo e brasiliano a confronto

Intervista doppia: Alessandro Casula C.E.O. di Russkiy Kliuch e Luca Martucci, Managing Partner di Concept Marketing sul turismo russo e brasiliano a confronto.

Domanda- Turismo russo o brasiliano?

Luca Martucci-Brasile- Il numero degli arrivi, la vicinanza geografica, la maggiore disponibilità di voli di linea e charter e alcune motivazioni di consumo farebbero protendere verso il turismo russo. La non necessità di avere il visto, le affinità culturali e la maggiore facilità di relazione ci orientano verso il turismo brasiliano. Meglio mantenere l’attenzione su entrambi i flussi. 

Alessandro Casula-Russia- Vi sono elementi che vanno a favore di entrambe, anche se il modo di “consumare turismo” dei russi, rende la destinazione Italia probabilmente più appetibile per questo mercato.

Domanda- Cosa ricercano turisti russi e brasiliani in Italia?

L.M. Sicuramente i brasiliani vengono in Italia per l’arte, la cultura, lo shopping e itinerari gastronomici. Anche la passione per il nostro lifestyle e per il design sono motivazioni importanti e in molti casi per “scoprire le proprie radici “ (la comunità di oriundi conta circa 30 milioni di persone), molto meno per il mare o per turismo termale.

A.C. I russi amano l’arte e la cultura, prova ne sono alcuni importanti musei russi, ma vengono in Italia per il sole e il mare, magari unendo questi ultimi elementi con i primi.

Domanda- Quali le destinazioni preferite dagli uni e dagli altri?

L.M. Le città più visitate sono Roma, Venezia, Firenze e Milano ma anche la costiera amalfitana e le Cinque Terre.

A.C. Sappiamo quanto la riviera adriatica sia una forte attrazione per i russi, oltre che le destinazioni mare più “brandizzate” come Forte dei Marmi e la Costa Smeralda. Anche le città d’arte sono molto conosciute in Russia, spesso si tende a unirle alla vacanza mare, anche per motivi legati allo scalo aeroportuale.

Domanda- Quale turista è più facile accogliere?

L.M. Quello brasiliano sicuramente, una lingua più simile a quella italiana, molto più tranquillo e allegro. Seppur anche i brasiliani si stanno abituando a un'accoglienza sempre più dedicata, per cui questa non va lasciata al caso.

A.C. Sicuramente i limiti linguistici e culturali vi sono per i russi, ma bastano anche piccoli accorgimenti come delle traduzioni e un po’ di formazione. Un buon bicchiere di spumante o di vodka all’arrivo rende sicuramente più facile il tutto!

Domanda- Quali sono le principali differenze tra i due mercati in relazione al turismo outgoing?

L.M. Il Brasile esprime ancora un numero limitato di viaggi internazionali (stima 2012: 7,5 milioni) rispetto a quanto espresso dalla Russia e dai tradizionali bacini di traffico. La percentuale sul totale della popolazione (ca. 200 milioni), l’esponenziale aumento della classe media e della propensione ai consumi, e quindi anche ai viaggi, verificatesi negli ultimi cinque anni, garantiscono ottime prospettive per un progressivo e costante aumento per il futuro. La distanza geografica, la limitata offerta di voli, soprattutto per quanto riguarda i voli charter, e la forte competizione di destinazioni concorrenti sono ancora un ostacolo al pieno sviluppo dei flussi dal Brasile verso l’Italia. D’altra parte si deve considerare che i Brasiliani non hanno bisogno di visto per l’Italia e l’Europa, a differenza dei turisti russi. Il turismo dal Brasile conta inoltre sul “contributo” che deriva dalla presenza di 30 milioni di discendenti italiani e quindi su una forte affinità culturale tra i due paesi.

A.C. L'outgoing russo oggi è quasi il doppio rispetto a quello brasiliano, con quasi 15 milioni di viaggiatori, la UNWTO prevede una crescita verso i 20 milioni per il 2018. Anche in Russia il mercato matura a larghi passi, quindi la fascia media che negli ultimi anni è cresciuta di oltre un terzo di anno in anno. Di questo beneficeranno i nostri hotel 3 e 4 stelle. Le poche ore di volo necessarie per l’arrivo in Italia da Mosca collocano il nostro paese come destinazione di medio raggio che con un interessante numero di voli, ci pone in posizione di ottimo vantaggio rispetto al Brasile. Vero è che i visti restano ancora un limite, seppur è sempre più semplice ottenerli. 

Domanda- Qual è lo scenario economico attuale e come questo può impattare sull’industria dei viaggi e in particolare sul segmento MICE?

L.M. Nel corso del 2012 il Brasile ha risentito degli effetti della crisi mondiale chiudendo l’anno con una crescita del PIL del solo 1,3 % rispetto ai risultati brillanti degli anni precedenti e in particolare del 2010 vs 2009 (+7,5 %). Il superamento di UK nel ranking delle potenze mondiali è durato solo un anno e oggi il Brasile è tornato alla settima posizione. La disacellerazione dell’economia ha impattato sull’industria dei viaggi sopratutto verso l’estero, anche al fine di stimolare le esportazioni, il Governo è intervenuto per svalorizzare il real con la conseguenza di rendere la moneta meno competitiva verso dollaro ed euro e quindi accrescere il costo del viaggio. Ciò nonostante l’ industria ha registrato un aumento della spesa per viaggi all’estero di circa il 5%. Il turismo leisure mass market è quello che ha più risentito gli effetti del rallentamento economico, mentre il business travel e il Mice, grazie all’effervescenza dei rapporti commerciali con l’estero e all'accresciuta presenza locale di multinazionali e dei relativi investimenti, continuano a registrare incrementi intorno al 15 % rispetto all’anno precedente. Le autorità mantengono la stima di crescita del PIL 2013 intorno al 3-4% anche grazie agli investimenti previsti per infrastrutture, sopratutto in vista dei due grandi prossimi eventi della Coppa del Mondo 2014 e dei Giochi Olimpici 2016, e questo fa sperare anche in una piena ripresa dei flussi turistici da e per il Brasile.

A.C. L’economia russa continua a galoppare, con medie sopra il 4% l’anno del P.I.L., e crescite a doppia cifra dei flussi turistici. Le ottime e sempre più fitte relazioni con l’Italia tendono a spingere anche il M.I.C.E., seppur destinazioni più accessibili continuano a farla da padrone. La specializzazione degli intermediari agevola ulteriormente tale processo di sviluppo del segmento.

Domanda- Cosa si deve fare per attrarre maggiori flussi turistici da Brasile e Russia?

L.M. L'Italia continua a essere una delle mainstream destination dal Brasile, collocandosi dopo USA, Argentina e Francia. Cresce sempre più però la minaccia rappresentata dalla concorrenza sia di destinazioni tradizionali come gli USA, che stanno potenziando i servizi per rilascio dei visti e addirittura studiando ipotesi di implementare un visa waiver programme, che sopratutto di nuove emergenti destinazioni in Asia e Africa, grazie all’arrivo di compagnie aeree come Emirates, Turkish, Quatar, Ethiad e Singapore Airlines. Oggi il turista brasiliano e il trade locale sono molto corteggiati da parte dei player dell’industria mondiale quali CVB‘s, Hotel e DMC e Tourism board che stanno intensificando sforzi commerciali e di marketing su questo mercato. La partecipazione a fiere ed eventi all’estero, sono sicuramente un validissimo strumento per il trade brasiliano che ancora ha una conoscenza limitata dell offerta e delle destinazioni più in generale ma la presenza locale, le azioni di marketing “faccia a faccia“, il contatto fisico sono elementi imprescindibili per il successo delle politiche commerciali. Tali sforzi devono essere accompagnati da un’attenzione anche verso il cliente finale, sia esso il proprio viaggiatore che l’azienda di appartenenza. È quindi molto importante avere il proprio sito in lingua portoghese, essere presenti sui social network , che sono molto frequentati dai Brasiliani,così come prevedere laddove possibile la presenza di staff che parli la lingua e conosca bene abitudini e caratteristiche del turista.

A.C. La diffidenza dei russi richiede una programmazione promo-commerciale di medio-lungo periodo, e un brand forte. Le barriere d’ingresso sono molto elevate, resta sul mercato e viene “protetto” da queste, solo chi persevera. L’iniziativa spot non funziona. Pur vero che con una popolazione che parla una seconda lingua solo per il 14%, vince chi è preparato ad accogliere: materiale in lingua, personale madrelingua, ecc.

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