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Sabato, 09 Novembre 2013 07:00

Paola Gianasso, Scenari Immobiliari

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Paola Gianasso, Scenari Immobiliari

La sesta edizione del Global City Report 2013 che ha redatto una classifica delle 20 principali città europee sulla base di una serie di fattori che ne determinano la competitività e l'attrattività, ha confermato Londra e Parigi come le uniche due città globali con una forte influenza economica a livello europeo e mondiale. Le due città sono caratterizzate da un alto livello di internazionalizzazione, forza lavoro qualificata, pianificazione urbanistica efficiente, un’offerta culturale ampia e variegata, ma anche attenzione verso le fasce deboli della popolazione e verso l’ambiente e da una elevata capacità di cambiamento.

Chiediamo a Paola Gianasso, di Scenari Immobiliari che insieme a Generali Immobiliare Italia Sgr, ha redatto il report 2013 di spiegarci la posizione di Roma e Milano, anche loro nella classifica, e i risultati della ricerca relativamente all'attrattività turistica.

paola gianassoPaola Gianasso- Nell’ultimo quinquennio quasi tutte le città considerate hanno compiuto importanti progressi, che in alcuni casi si sono concentrati su aspetti specifici, mentre in altri casi hanno posto le basi per un avanzamento complessivo della città nel panorama competitivo internazionale.

Milano ha registrato progressi importanti in quasi tutti i settori, realizzando un buon numero di progetti e raggiungendo una parte degli obiettivi prefissati. La città si afferma come centro della conoscenza, grazie alla propria eccellenza in alcuni settori, quali la salute, la cultura, il design, la moda, ma deve ancora superare gli ostacoli burocratici e la mancanza di coordinamento per accrescere il livello di internazionalizzazione e, soprattutto, attrarre capitale umano, anche estero. Tali carenze hanno rallentato il ritmo di crescita del capoluogo lombardo rispetto alle città europee concorrenti.

Milano presenta ancora diversi elementi di criticità, che la escludono dalla competizione con le città europee più importanti, soprattutto in tema di infrastrutture, logistica, nuove tecnologie, social housing e qualità dell’ambiente. Inoltre deve progredire con riferimento alla ricettività, attraverso una maggiore diversificazione, in vista dell’Expo ma anche delle esigenze sempre più diversificate della domanda turistica.

L’Expo rappresenta un’occasione di sviluppo unica, che in altre città ha posto le basi per un importante rilancio a livello internazionale. Se Milano saprà sfruttare quest’occasione, adottando modelli di governance adeguati, potrà dare un contributo significativo allo sviluppo economico nazionale in una fase complessa come quella attuale e potrà superare i confini nazionali e acquisire un ruolo di primo piano nel panorama europeo e mondiale.

Domanda- E invece Roma?

Paola Gianasso- Più negativa è l’immagine di Roma, che ha mostrato un’evoluzione nettamente inferiore rispetto alle principali città europee e si colloca agli ultimi posti della classifica generale. Viene percepita, infatti,  come una città ricca di fattori competitivi potenziali, ma che si muove in modo lento e incerto, facendo fatica a realizzare i progetti. E' una delle metropoli più ampie d’Europa in termini di territorio, con un rapporto spazio/cittadino tra i più elevati tra le grandi capitali europee, è estremamente attrattiva dal punto di vista turistico e culturale, ma il suo livello di internazionalizzazione e la sua attrattività per gli investitori globali continuano ad essere scarsi.

A Roma è necessaria una maggiore capacità di integrazione tra organizzazioni pubbliche, private e associative per elaborare politiche e strategie comuni, in un’ottica di lungo periodo. Andrebbe, inoltre, rafforzata la capacità di attuare strategie di posizionamento sulla scena internazionale quanto a qualità urbana, al fine attirare investitori non solo dai Paesi tradizionali, ma anche da nazioni come Cina e Medio Oriente.

Domanda- La competitività delle metropoli è influenzata dall'attrattività turistica?

Paola Gianasso- Assolutamente si. Nell’Unione europea il turismo genera il 5% del Pil complessivo, che sale al 10% se si considerano le attività connesse e occupa il 12% della forza lavoro totale. Quello del turismo è uno dei pochi settori che, a parte una flessione nel 2009, ha continuato a crescere nonostante la crisi economica con riferimento sia ai flussi che agli introiti. L’Europa è l’area mondiale che attira il maggior numero di turisti internazionali. Nel 2012 nel nostro continente si sono contati 534 milioni di arrivi, pari al 52% del totale mondiale, in aumento di quasi il 45% rispetto al 2008. Le entrate generate hanno raggiunto 350 miliardi di euro. Si prevede un ulteriore incremento del turismo di circa il 40% nei prossimi quindici anni, con una crescente concentrazione nelle città.

Domanda- Questo vale anche per le città italiane?

Paola Gianasso- Milano evidenzia una crescita consistente, intorno al 14%, anche se il flusso continua ad essere inferiore rispetto alla media europea in quanto si tratta di un turismo prevalentemente d’affari. Il divario dovrebbe ridursi nei prossimi anni perché l’immagine di Milano come meta turistica è in fase di consolidamento, grazie soprattutto all’eccellenza della città nei settori della creatività e della moda. La percentuale di arrivi stranieri è salita dal 58% del 2008 al 62,3% del 2012 grazie al massiccio arrivo di turisti russi e giapponesi, attirati dallo shopping nelle vie della moda. I turisti provenienti da Russia, Giappone e Francia rappresentano il 35% del totale.

Il flusso turistico è aumentato in modo vistoso a Roma, grazie soprattutto alla crescita degli arrivi stranieri, che nel 2012 rappresentavano quasi il 70% del totale, otto punti percentuali in più rispetto a cinque anni fa, a conferma dell’immagine di Roma come città apprezzata dal punto di vista artistico e ricreativo. La prima parte del 2013 ha registrato un’ulteriore crescita, grazie anche al nuovo Papa. Pur avendo registrato un aumento di arrivi, però, il tasso di occupazione degli alberghi di Roma è diminuito del 5,7% rispetto al 2008, poiché un numero crescente di turisti si indirizza verso forme di ospitalità diverse da quelle alberghiere, come case in affitto, amici o sistemazioni economiche come campeggi, ostelli e case religiose.

Domanda- Come è cambiata l'offerta in questi ultimi 5 anni?

Paola Gianasso- Londra e Parigi continuano ad avere l’offerta alberghiera più abbondante. In totale, nelle venti città sono presenti oltre 7.750 alberghi, con un aumento del 17,7% rispetto al 2008 e le nuove strutture sono di dimensioni mediamente maggiori rispetto all’offerta precedente. In forte aumento le strutture di lusso, con 179 nuovi alberghi a cinque stelle costruiti nelle venti città negli ultimi cinque anni. A Parigi gli alberghi a cinque stelle sono pari al 16,6%: 259 hotel di lusso, ottanta in più rispetto a cinque anni fa, dato comunque influenzato dall'introduzione della categoria cinque stelle nel sistema alberghiero francese nel 2009 e dal conseguente upgrade di una parte degli alberghi a quatto stelle. Le due città italiane continuano ad essere nettamente al di sotto della media europea, poiché la percentuale di alberghi classificati come 5 stelle è del 3,8% a Milano e del 2,9% a Roma, la percentuale più bassa in assoluto. A Roma è particolarmente ricca l’offerta di alberghi di alto livello, con il 52% dell’offerta composta da strutture a quattro stelle. Rispetto alle altre città la capitale italiana è caratterizzata da una bassa percentuale di alberghi gestiti da catene internazionali.

Domanda- E quali sono gli sviluppi futuri?

Paola Gianasso- La progettualità nel settore alberghiero è piuttosto elevata in tutte le principali città, che devono adeguare la capacità ricettiva al flusso turistico in costante aumento. Si calcola che nei prossimi tre anni nelle venti città verranno realizzati circa 180 alberghi, per un totale di 60.000 nuove camere, che andrebbero ad aumentare l’offerta attuale di circa il 10%.
Il maggior numero di alberghi è in corso di realizzazione a Londra, seguita da Berlino, anche se Parigi ha il primato per quanto riguarda la capacità delle strutture in costruzione, che ospiteranno quasi 10.000 camere, contro 8.000 di Londra. Roma si colloca al nono posto della classifica, con cinque strutture in fase di realizzazione per un totale di 1.600 camere, seguita dalle due città spagnole, dove sono in corso di realizzazione quindici progetti di dimensioni contenute, pari mediamente a 150 camere.

Domanda- Milano non compare nella classifica delle prime dieci città?

Paola Gianasso- Per il momento sono stati approvati quattro progetti per un totale di 515 camere, mentre altri quattro sono ancora in fase di approvazione. La città necessita di un rinnovamento del segmento ricettivo non solo con riferimento alle strutture di alto livello, ma anche a quelle a basso costo. L’aumento del turismo culturale e ricreativo è caratterizzato da stagionalità e domanda di servizi radicalmente diversi rispetto al turismo d’affari legato a congressi, fiere e incontri professionali. Per competere con le altre città europee ed attirare flussi di turismo giovanile Milano deve ampliare l’offerta ricettiva con ostelli e bed & breakfast di buon livello qualitativo e a prezzi accessibili.

La situazione milanese è particolarmente delicata in vista dell’Expo 2015, per il quale sono attesi circa ventuno milioni di visitatori, per il trenta per cento provenienti dall’estero. Una recente ricerca stima che pernotteranno circa 13,5 milioni di persone. Considerando una permanenza media di 2,5 giorni i partecipanti genereranno una domanda ricettiva di circa 34 milioni di presenze. Milano è in grado di assorbirne il 40%, mentre la capacità totale è raggiungibile coinvolgendo le strutture alberghiere situate in un’area allargata, al cui centro di colloca il polo milanese. L’area di riferimento ha un raggio di cento chilometri dal centro di Milano, pari ad un massimo di un’ora e trenta minuti di percorrenza.

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