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Domenica, 03 Aprile 2016 08:47

Locazioni turistiche e legislazione. Facciamo il punto con Marco Piscopo, Presidente ANBBA

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Locazioni turistiche e legislazione. Facciamo il punto con Marco Piscopo, Presidente ANBBA

Il fenomeno degli appartamenti turistici in Italia è esploso in concomitanza di Expo Milano 2015 ma era già realtà, seppur sconosciuta, ostacolata e negata, in numerose destinazioni turistiche del nostro Paese. La mancanza di regole precise insieme alla "paura" del nuovo che avanza e del conseguente cambiamento richiesto, alimenta confusione e altra paura. Facciamo il punto con Marco Piscopo, Presidente ANBBA, Associazione Nazionale dei B&B-Affittacamere-Case per Vacanza–Affitti Turistici, che di recente ha inglobato anche le locazioni turistiche e che collaborerà alla nostra nuova rubrica di approfondimento sulla legislazione e normativa di questo settore.

Domanda - Si può parlare di vuoto normativo sul tema degli appartamenti turistici in Italia? Quale la situazione attuale?

Marco Piscopo - Il problema non è il vuoto normativo. Ci sono delle norme e sono di competenza nazionale. Mi riferisco alla legge 431/98 che disciplina le locazioni di immobili a uso turistico regolate dall’art. 1, comma 2 lett. c), l’articolo 1571 e seguenti del Codice Civile e l’art. 53 del Codice del Turismo, D.Lgs. 79/2011, “Locazioni ad uso abitativo per finalità turistiche”. 

Ai sensi dell’articolo 53 del Codice del Turismo si definiscono locazioni turistiche “gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati”

Sono normali contratti di locazione, da redigere sempre in forma scritta (ai sensi della Legge 09 dicembre 1998, n. 431) e inquadrati dall'Agenzia delle Entrate cui, qualora siano di durata inferiore ai 30 giorni complessivi con lo stesso locatario, anche se in periodi diversi nell’anno solare, non devono essere registrati come invece è sempre obbligatorio fare per le altre tipologie di locazione. 

A differenza dei normali contratti di locazione, infatti, i contratti di tipo turistico prevedono la stipula tra le parti soltanto nel caso in cui la locazione abbia durata superiore ai 30 giorni. In caso contrario, la legge non prevede alcun pagamento di imposta di registro e nessun tipo di obbligo a carico del locatore o dell’affittuario. Soltanto nel caso in cui la durata del contratto superi il mese, il contratto deve essere redatto obbligatoriamente in forma scritta, in quanto soggetto a registrazione obbligatoria.

Parliamo di locazioni turistiche dove il proprietario di casa si limita a consegnare le chiavi all'ospite. Ma non si possono offrire servizi. Questo è il nodo centrale della questione: bisogna distinguere tra Locazioni Turistiche o Affitti Brevi cioè del mero affitto dell'immobile senza l'erogazione di servizi alla persona o di tipo alberghiero, indipendentemente dalla Regione, e tutta la ricettività extra-alberghiera neo-diffusa, per esempio Bed & Breakfast, Case per Vacanza e Residence, effetto della liberalizzazione dei servizi, esplosa anche per effetto della crisi che ha fatto in modo che attività note come collaterali siano diventate principali sostituendosi agli ammortizzatori sociali in mancanza delle istituzioni. 

Domanda - Quali sono dunque gli attori coinvolti in questo processo di costruzione della normativa per regolare il fenomeno? 

Marco Piscopo - La Locazione Turistica è regolata dal Codice Civile e rientra tra i poteri di disporre di un proprio bene, cioè dell’esercizio del fondamentale diritto di proprietà. Nell'attuale situazione, le Regioni, che hanno competenza concorrente in  materia di turismo, nelle proprie legislazioni turistiche talvolta inseriscono una chiara indicazione del tipo “Non sono soggette alle disposizioni della presente legge le locazioni concluse ai sensi xxx," riportando gli articoli di Legge che regolano le locazioni turistiche. In altri casi possono definire con maggior precisione il confine tra chi effettua questo tipo di attività a livello professionale e tra chi invece trae vantaggio esercitando un semplice diritto di proprietà.

Il minimo comune denominatore tra le Regioni lo dovrebbe realizzare la Conferenza Stato-Regioni, organo preposto dallo Stato e la tanto auspicata riforma del titolo V in modo che si possa agire in maniera unitaria, anche per la promozione del Made in Italy. L'Italia infatti si fa la guerra internamente mentre perde di competitività. Il problema del rilascio dei visti turistici, complicato e fraginoso, o il limite al pagamento in contanti sono motivi ulteriori per la continua perdita di terreno.

Domanda - Quali sono i principali aspetti su cui è indispensabile fare chiarezza? 

Marco Piscopo - Certamente ci sono diversi aspetti da chiarire e sulle cui ambiguità ci hanno marciato un pò tutti. Un tema di confine, mai definito in modo inequivocabile e quindi oggetto di possibili controversie è quello della prima fornitura della biancheria. Far  trovare il letto fatto e gli asciugamani pronti viene in alcuni casi considerato dagli organi ispettivi, di solito la Polizia Urbana, un Servizio alla persona o comunque di tipo alberghiero e quindi il proprietario viene sanzionato come esercizio abusivo di attività di CAV (Casa Vacanze, una delle possibili attività ricettive normate dalle legislazioni regionali). Fa eccezione il Veneto dove la Legge regionale parla espressamente di consentire la prima fornitura della biancheria e quindi le locazioni turistiche possono mettere le lenzuola in un cesto lasciando poi all'ospite l'onere di farsi il letto da solo. 

Il parere dell'Associazione, confermato da numerose Amministrazioni Locali interpellate sul tema, è che se la biancheria viene fatta trovare negli armadi, si deve invece considerarla una dotazione della casa, al pari dei tendaggi, delle stoviglie, dei tappeti e non un servizio.

Ci sono poi altri aspetti su cui bisogna intervenire: a livello locale, creando in tutte le questure un unico servizio di controllo delle schedine degli associati, in rete abbiamo già il Portale Alloggiati Web ovvero il  Servizio di Invio telematico delle Schedine Alloggiati della Polizia di Stato ma ci sono ancora supporti cartacei in diverse Regioni. Poi, un rilevamento statitistico coordinato in modo che si possa avere la concretezza delll'importanza del settore nella vita del Paese e ancora, la trasformazione della tassa di soggiorno in una tassa di scopo. 

Noi come associazione che vive del territorio e nel territorio e che è formazione ma anche tutela non solo ambientale, abbiamo aperto di recente agli appartamenti a uso turistico per creare la consapevolezza alla categoria di far parte di una categoria e aiutare appunto a fare chiarezza, anche perchè ogni operatore può diventare un presidio di controllo contro gli abusi.

Domanda -  A proposito di abusi, AirBnB è nel mirino.

Marco Piscopo - Sui grandi portali di affitto breve, come anche AirBnB, sono presenti decine di migliaia di annunci. Il fatto che vi sia una sproporzione tra appartamenti/camere immessi sul mercato rispetto al numero delle licenze/Scia di attività ricettive registrate nei rispettivi Comuni non è di per sé indice di una diffusa illegalità, ma solo della compresenza sul portale, che non fa distinzione alcuna e considera tutti Host, di diverse tipologie abitative: Residence, Agriturismi, Bed & Breakfast, Locazioni Turistiche, Affittacamere etc. Alcune di esse richiedono, per l'avvio dell'attività, dell'invio di una Scia. Altre, come ad esempio le Locazioni Turistiche, no. Utilizzare quindi il numero totale degli annunci come indicatore del presunto abusivismo è operazione impropria e tecnicamente priva di fondamento.

Data la tracciabilità delle transazioni, tutte pagate dai portali con bonifici bancari, la verifica su eventuali fenomeni evasivi sarebbe oltremodo agevole accedendo a tali movimenti. Tale opera di controllo fiscale sarebbe auspicabile e sicuramente contribuirebbe a far chiarezza tra chi opera nel pieno rispetto delle leggi e chi invece si muove nell'opacità, recando danno e facendo concorrenza sleale indipendentemente dal fatto di operare come locatore o come esercente l'attività ricettiva extra-alberghiera o alberghiera. 

 

ANBBA è l'Associazione nazionale che rappresenta i Gestori di Bed and Breakfast, Affittacamere, Case per vacanza e Locazioni turistiche. Nata nel 1999 con l'obiettivo di migliorare la professionalità degli operatori dell'accoglienza ed incoraggiare la regolarizzazione delle attività extra-alberghiere, ANBBA si propone di sostenere la diversificazione dell'offerta turistica nel nostro Paese, con lo scopo di ridistribuire sul territorio la ricchezza anche in termini di cultura derivante dalle attività turistiche, attraverso un'offerta diffusa e permeata nelle città, nei borghi e nelle campagne, eccezionale volano di indotto e di crescita. Elemento cardine e distintivo della Categoria è il "fattore umano", l'incontro virtuoso tra Host e Guest, tra Made in Italy e globalizzazione. ANBBA è stata accreditata al Parlamento Europeo come l'Associazione maggiormente rappresentativa del Paese. È Socio fondatore di Confturismo, la maggiore tra le Confederazioni del Turismo che riunisce 270.000 operatori del Settore. Nell'interesse dei propri Associati, aderisce a Confcommercio, Confedilizia, ENIT. ANBBA è anche punto di riferimento per decine di Associazioni e Gruppi locali di Gestori. Rispettandone pienamente l'autonomia, l'Associazione si pone come elemento di unione tra le diverse esigenze provenienti dal territorio, di affiancamento e di rappresentanza nei rapporti con Enti, Regioni, Ministeri, Parlamento, fino alla Casa comune europea. ANBBA forma, monitorizza, seleziona, cataloga le Strutture associate; le informa periodicamente sui cambiamenti in atto nel Settore, cercando - con l'aiuto dei propri tecnici - di far luce nel dedalo di norme nazionali, regionali, e comunali alle quali è necessario adempiere.

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