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Lunedì, 25 Aprile 2016 18:31

Bloggers e giornalisti nel Turismo

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Bloggers e giornalisti nel Turismo

Quella dei bloggers è una professione che richiede competenze specifiche ma la cui percezione non è ancora tale soprattutto in Italia dove il ruolo non è così chiaro e si confonde spesso con quello del giornalista da cui invece si distingue. Ne parliamo con Veruska Anconitano, Giornalista e Online Marketing Consultant per aziende del turismo, italiane ed estere che a Tbne Talks Travel Media Forum, dal 20 al 22 maggio a Roma, approfondirà il tema "Come scegliere il blogger più adatto per una campagna".

Domanda - Gli attori della comunicazione, non solo nel turismo, sono cambiati complice soprattutto l'evoluzione digitale. Quale la panoramica attuale?

Veruska Anconitano - Esistono al momento tre grandi attori della comunicazione nel turismo. 

I giornalisti di viaggio che comunicano una destinazione, un luogo, un tour operator e in generale il viaggio in maniera più istituzionale, tranne in rarissimi casi. Un giornalista segue delle regole, il suo racconto potrebbe anche non essere pubblicato e quando lo è, rispetta la regola delle 5W.

I blogger raccontano, o dovrebbero raccontare, il viaggio in maniera più personale e così facendo trasferire la loro esperienza a tutti coloro che li leggono, stimolare il confronto e soprattutto a rivivere la stessa esperienza. Se il giornalista è spesso costretto da una linea editoriale decisa a priori e da spazi narrativi standardizzati e stretti, il blogger è libero di dire e scrivere come e cosa vuole, senza limitazione alcuna.

Il terzo attore, per me troppo sottovalutato oggi, è il consumatore, l’utente finale, il viaggiatore: oggi chi viaggia è più consapevole e più informato e, se pensiamo all’importanza del passaparola quando si tratta di esperienze turistiche, è anche dalla figura meno istituzionalizzata e totalmente libera che passa la comunicazione turistica. Sottovalutare il viaggiatore reale è l’errore più grosso e più commesso attualmente. 

Domanda - Quanto contano per il mondo dell'ospitalità i bloggers? 

Veruska Anconitano - Oggi sono fondamentali nella misura in cui sono liberi, fedeli alla loro linea di pensiero e pronti a dire no e a mettere in luce anche le eventuali problematiche del mondo dell’ospitalità.

Un blogger si porta dietro un seguito di lettori altamente fedele che cerca lo spunto per partire e fare esperienze leggendo i blog ai quali si sente più affine ed è proprio in questa fedeltà e nel rapporto privilegiato lettore/blogger che sta la forza della comunicazione turistica attraverso i blog.

Una comunicazione che deve essere strutturata, ragionata e mai lasciata al caso ma pianificata per fare in modo che entrambi i mondi traggano benefici dalla collaborazione: cedere al “notte gratis in cambio di un post” ha poco senso sia per chi scrive che per chi si vuole promuovere che per chi legge. 

Domanda - Blogger e giornalisti turistici. Le differenze tra Italia ed estero.

Veruska Anconitano - In Italia la figura del blogger, complice anche un mercato “vecchio” e la presenza di tantissimi blog molti dei quali viziati da logiche sbagliate, è ancora molto molto indietro rispetto all’estero.

Se nel nostro Paese il blogger e il giornalista sono due figure completamente all’opposto, neanche interessate a interfacciarsi per trovare modalità di collaborazione, all’estero spesso le due cose vanno di pari passo sia per la mancanza di un albo specifico per i giornalisti sia anche perché il blogger straniero spesso lo fa per lavoro, applica un tariffario ed è garanzia di professionalità al di là dei follower.

I blogger all’estero hanno un’etica professionale esattamente come i giornalisti ma i giornalisti all’estero non sono elitari o affezionati ai propri privilegi come in Italia: negli Stati Uniti la Corte Suprema nel gennaio del 2014 ha dichiarato che un blogger ha gli stessi diritti e doveri di un giornalista.

Non credo si arriverà mai a una parità tra blogger e giornalisti in Italia ma se si riuscisse a capire che si tratta di mondi paralleli che possono convivere proponendo un tipo di informazione diversa e, in entrambi i casi, proporre un’informazione migliore di quanto accade adesso la situazione potrebbe cambiare. Anzi, da giornalista e anche blogger mi auguro cambi. 

 

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