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Lunedì, 22 Maggio 2017 09:29

Il consumatore-turista ibrido che cambia e muove il mercato

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Il consumatore-turista ibrido che cambia e muove il mercato

Tra innovazione tecnologica da un lato e nuove e innovative formule di ospitalità dall'altro, i comparti tradizionali della ricettività turistica si mettono in discussione e lo studio e l'analisi della domanda è sicuramente un indispensabile punto di partenza per la comprensione di fenomeni dirompenti, compreso quello "Airbnb". In attesa del convegno Hotel vs Apartment, dove interverrà con una relazione dal titolo "L’alloggio fa il turista? Evoluzione del mercato tra nuovi clienti e digitalizzazione dell’offerta.", facciamo una breve panoramica dell'evoluzione della domanda turistica con Valeria Minghetti, Chief Senior Researcher presso il CISET, Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, fondato dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dalla Regione del Veneto. 

Domanda - La domanda turistica è in continua crescita: quali sono le dimensioni in particolare relativamente al turismo domestico?

minghetti 400x400Valeria Minghetti - A livello mondiale il turismo è in crescita costante, nonostante l’impatto significativo di fattori geo-politici ed economico-finanziari. Il fatto che la vacanza sia vista sempre di più come un bene “necessario”, spiega perché questo settore abbia reagito meglio di altri agli andamenti congiunturali degli ultimi anni.

In Italia, secondo i dati di Banca d’Italia, nel 2016 il turismo internazionale ha registrato un +3% in termini di flussi e un +1,3% in termini di spesa nel 2016, confermando i trend precedenti.

Per quanto riguarda il turismo domestico, questo ha mostrato una ripresa soprattutto a partire dal 2015. E le performance 2016 appaiono significative: secondo l’indagine ISTAT sui viaggi e le vacanze degli Italiani, i viaggi degli Italiani all’interno della Penisola sono cresciuti del +16,2%, trainati soprattutto dal turismo per vacanza.

Domanda - La domanda turistica è mutata profondamente: chi è il nuovo turista-consumatore?

Valeria Minghetti - Si, la domanda aumenta, ma soprattutto si trasforma, evolve. Il mercato turistico ha “cambiato pelle” negli ultimi 20-25 anni, già prima e anche dopo l’inizio della crisi economica (nella seconda metà del 2008).

Gli effetti della congiuntura negativa hanno accelerato o rallentato il mutamento preesistente nei comportamenti di vacanza, nella scelta delle soluzioni di alloggio, e così via.

Quello che però è importante sottolineare è che questi mutamenti si sono mantenuti anche successivamente, e non solo per questioni di prezzo, ma perché spesso il turista ha scoperto nuovi modi di viaggiare ugualmente se non maggiormente soddisfacenti.

Siamo di fronte ad un consumatore-turista “ibrido”, che scardina le tradizionali segmentazioni socio- e psico-demografiche. Un cliente estremamente fluido nelle sue scelte, che modifica continuamente il suo comportamento di spesa in funzione del valore attribuito al prodotto o all’esperienza.

Un turista che, ad esempio, risparmia sul volo per avere più budget da spendere a destinazione, per un alloggio particolare oppure per degustare la cucina locale in ristoranti tipici. Oppure, che cambia tipologia di alloggio anche all’interno della stessa vacanza, optando ad esempio per un hotel e un b&b durante un viaggio che coinvolge due o più destinazioni.

Domanda - Quali sono i fattori che stanno stimolando la domanda in questo continuo mutamento?

Valeria Minghetti - Sicuramente un cambiamento sociale e di consumo generale, che interessa necessariamente anche il turismo, stimolato e supportato dallo sviluppo dell’innovazione tecnologica.

Web e tecnologie digitali hanno aumentato esponenzialmente le possibilità per il turista di acquisire informazioni, di prenotare direttamente i servizi, ma anche di vedere riconosciuto il proprio potere di mercato diventando co-creatore della propria esperienza di viaggio.

Domanda - Quali le prospettive che si aprono per il mondo dell’ospitalità?

Valeria Minghetti - Buone prospettive, a mio parere. Se è vero che, come ha detto un esperto di marketing, i turisti del futuro vorranno sempre più “vedere il mondo” con le loro lenti, il loro comportamento fluido e variabile, guidato dalla ricerca del valore, li porterà di volta in volta a scegliere la tipologia di ospitalità che meglio risponderà all’esperienza ricercata. Esperienza che potrà variare, ad esempio, in funzione della destinazione scelta, del tipo di viaggio, del gruppo di viaggio e così via.

C’è quindi spazio per tutti, hotel e strutture extralberghiere, a patto che le imprese continuino a lavorare con costanza sul prodotto e soprattutto imparino ad ascoltare il mercato e a dare risposte rapide alle sue esigenze, possibilmente anticipandole.

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