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Martedì, 10 Ottobre 2017 09:59

Turismo religioso: la complessità gestionale delle strutture ricettive

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In attesa di approfondire, nella giornata dedicata ai gestori dell'ospitalità religiosa il prossimo 25 ottobre a Milano, il complesso e delicato tema della complessità gestionale di una struttura ricettiva religiosa, ne anticipiamo alcuni aspetti con Marco Bianchini, Consulente Nazionale FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali), per le questione amministrative e fiscali. 

Domanda - Quali sono le principali difficoltà "amministrative" per una struttura religiosa?

marco bianchini fiesMarco Bianchini - Per essere più specifico parlerei in generale di difficoltà “gestionali”.

Le strutture gestite dagli Enti Religiosi sono per lo più beni storici con finalità prettamente spirituali (abbazie, santuari, monasteri), immobili destinati all’attività ricettiva (ex colonie, convitti, case per ferie, case vacanze) e strutture con finalità sociali, educative e sanitarie (scuole, comunità di accoglienza, case di riposo).

Il problema più rilevante che si è manifestato nell’ultimo ventennio è quello relativo ai costi di gestione di questi Immobili, sempre crescenti a causa della loro antica origine di provenienza (per alcuni addirittura secolare) e delle sempre più rigorose norme per il mantenimento degli impianti e delle procedure amministrative di inquadramento.

E’ corretto affermare che quasi tutti gli Enti che posseggono un consistente patrimonio immobiliare abbiano iniziato e programmato un processo di valutazione che dia loro visione chiara e precisa dei motivi per cui mantenere o esitare questi beni, partendo dal presupposto che oggi più che mai l’immobile è prima di tutto un “costo” e solo se gestito con oculatezza può considerarsi un patrimonio.

L’invecchiamento costante e ineluttabile degli organi dirigenti degli Ordini Religiosi, non supportati da un adeguato ricambio generazionale, pone, inoltre, la dura questione riguardo alla capacità di poter gestire questi beni dall’interno; il sostegno e l’aiuto concreto dei Laici diventa non solo auspicabile ma direi assolutamente indispensabile, anche per soddisfare le condizioni a cui prima facevo riferimento: norme e regole che solo professionisti e operatori preparati possono affrontare.

Rimane poi da chiarire il tema sul tipo di gestione che si vuole applicare alle attività svolte all’interno delle strutture, di tipo prevalentemente non profit o decisamente commerciale.

Da questo punto di vista credo sia opportuno che gli Enti prendano decisioni nette e precise, dedicando specifiche attività all’ambito commerciale e dedicando ai fini Istituzionale solo quelle attività veramente funzionali al carisma e agli scopi previsti dai fondatori.

Domanda - Quali sono gli strumenti che possono essere di aiuto e supporto nell'amministrare una struttura religiosa?

Marco Bianchini - Oggi sono innumerevoli e diversificati gli strumenti di supporto a una attività di gestione e amministrazione.

In alcuni casi si tratta di applicare alle strutture semplici pacchetti informatici che attualmente fanno ancora fatica a entrare in talune strutture (come, per esempio, programmi di prenotazioni, sistemi di contabilità applicati al PC, segnalazioni certificate via web, mailing list, newsletter), ma è assolutamente necessario che gli Enti si adeguino il più possibile a supporti telematici e il più possibile integrati. 

Per fare questo è indispensabile investire in formazione e professionalità di chi opera sul mercato e anche, per chi ne può usufruire, di risorse volontarie ma sempre possibilmente professionalmente preparate.

La difficoltà più rilevante è sempre quella di gestire un organizzazione che per diverse ragioni è sempre più complessa.

Si pensi ad una struttura ricettiva extra-alberghiera o sanitaria, che deve essere gestita in maniera completa (personale direttivo, servizi generali e specifici) con ambiti di applicazioni completamente differenti (economia, fisco e finanza, commercializzazione e marketing, servizi di cucina e pulizia, gestione del personale, personale tecnico e di manutenzione) che sia interno o esterno.

Domanda - Quali le prospettive future dal punto di vista amministrativo?

Marco Bianchini - Qualunque sia la struttura è fondamentale che l’Ente gestore ne individui in maniera certa l’attività; se l’attuale è sostenibile valorizzarla e promuoverla, se è antieconomica pensare a un affidamento di gestione o a una vendita.

Il futuro organizzativo e gestionale delle strutture può essere solo roseo se pianificato per tempo e affidato alla gestione associata della Direzione dell’Ente con il supporto di laici preparati e consapevoli delle finalità dell’Ente stesso, affinché queste non si trasformino in un bene senza valore e difficilmente riutilizzabile o vendibile a prezzi di mercato.

Sostengo da tempo nella mia attività di consulenza (Consilium srl)  che l’amministrazione di una struttura deve rientrare in un disegno più generale di riorganizzazione dell’Ente che abbia come scopo la valorizzazione del patrimonio, che solo così potrà essere funzionale alla vita duratura dei valori che sostengono il carattere Istituzionale dell’Ente stesso.

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