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Sabato, 10 Febbraio 2018 14:11

Imposta di soggiorno: accordo tra Airbnb e il Comune di Palermo

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Anche a Palermo, come già accaduto con Firenze, Genova e Bologna, Airbnb ha siglato un accordo per la riscossione dell'imposta di soggiorno che sarà operativo dall'1 Aprile e in base al quale sarà il portale ad applicare l'imposta, quindi riscuoterla e versarla al Comune. Questo anche per le Locazioni Turistiche, pur non essendo strutture ricettive, in virtù della delibera della giunta comunale dello scorso dicembre. Ne parliamo con Saverio Panzica, siciliano e operatore esperto in materia, che martedì 13 in occasione della BIT di Milano, terrà un seminario sulla normativa delle locazioni turistiche dal titolo "Case Vacanze, come mettersi in regola.". 

Domanda - L'imposta di soggiorno a Palermo era già prevista prima di questo accordo?

Saverio Panzica - Si, era prevista e, inoltre, a fine dicembre 2017 è stata estesa anche ai locatori turistici, provvedimento che ho contestato anche in virtù del fatto che è una delibera di giunta e non di consiglio oltre che perché le locazioni turistiche non essendo strutture ricettive non sono soggette al pagamento dell'imposta di soggiorno.

Con questo provvedimento, in vigore dall'1 gennaio, le tariffe per le attività extra-alberghiere sono state uniformate a 1,50 euro per notte, per le prime quattro notti di permanenza e sono state incluse anche le locazioni brevi di durata inferiore ai 30 giorni, effettuate da soggetti che non esercitano attività d'impresa.

Domanda - Attualmente, dunque, a Palermo l'imposta di soggiorno viene pagata dai locatori turistici, anche quelli che non affittano tramite Airbnb. 

Saverio Panzica -  Si, come per qualunque altra struttura ricettiva, ovvero con la compilazione di un modulo, un rendiconto mensile etc etc. Il procedimento è abbastanza impegnativo in quanto comporta un impegno giornaliero non indifferente che implica impiego di tempo e di risorse umane ed economiche come succede per le strutture alberghiere ed extralberghiere.

Domanda - Con l'accordo del Comune con Airbnb, cosa cambia per i locatori turistici? 
 
Saverio Panzica - Il rischio maggiore consiste nel fatto che i locatori, accettando il principio che l'imposta di soggiorno debba essere pagata dai loro ospiti, dichiarano di svolgere un'attività d'impresa organizzata, strutturata alla pari delle altre strutture ricettive.  
 
Domanda - E' questo a suo parere uno strumento per combattere l'abusivismo e/o l'evasione fiscale?
 

Saverio Panzica -  No, a mio parere, l'abusivismo che implica concorrenza sleale e pubblicità ingannevole, deve essere combattuto secondo una mia tesi, più volte indicata: analisi-critica e proposta.

L'analisi deve consistere in una valutazione del fenomeno e delle sue implicazioni sociali ed economiche, perché le locazioni turistiche, in Italia, rappresentano un'offerta ricettiva 4 volte superiore a quella ufficiale certificata dall'ISTAT; la critica consiste nel prendere atto che ci sono pochissimi controlli contro l'abusivismo; la proposta è quella di portare avanti una progetto culturale che indichi ai locatori la strada della legalità per contribuire al gettito fiscale in modo solidale e proporzionale al reddito derivante dall'attività delle locazioni turistiche.

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