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Lunedì, 28 Maggio 2018 23:02

Misurare l’offerta turistico-ricettiva in Italia: a che punto siamo?

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Misurare l’offerta turistico-ricettiva in Italia: a che punto siamo? Valeria Minghetti, Il Ciset, Venezia Misurare l’offerta turistico-ricettiva in Italia: a che punto siamo? Valeria Minghetti, Il Ciset, Venezia

Uno dei temi dello scontro Hotel vs Apartment è il sommerso turistico. Numeri che non tornano tra le strutture censite dagli Enti ufficiali preposti alle rilevazioni e l'offerta che invece si rileva sui portali, differenza spesso imputata ad abusivismo e illegalità. Ne parliamo con Valeria Minghetti, Chief Senior Researcher presso il CISET Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, che introdurrà il panel dal titolo "L'offerta turistica: le classificazioni e i dati ufficiali rispetto alle realtà e i numeri degli operatori" durante la seconda edizione del convegno "HotelvsApartment -Le regole del gioco" che si terrà mercoledì 30 maggio a Milano.

Domanda - A che punto siamo con la raccolta di dati sull’offerta turistico-ricettiva? E quali sono le fonti a disposizione?

Valeria Minghetti - Quando parliamo di offerta turistico-ricettiva ci riferiamo innanzitutto alla capacità di accoglienza che una destinazione mette a disposizione dei potenziali clienti, in termini di numero di alloggi e posti letto. Poi possiamo entrare nel merito anche degli aspetti qualitativi, dal punto di vista della tipologia di strutture, dei servizi offerti, ecc. Dal punto di vista dei numeri, per capire a che punto siamo dobbiamo innanzitutto chiarire a che tipo di alloggi ci riferiamo.

La principale fonte di informazioni è l’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, che fornisce una classificazione delle strutture ricettive presenti in Italia, misurate attraverso una rilevazione amministrativa a livello di singolo comune. Le strutture vengono divise in alberghiere ed extralberghiere ma, per quanto riguarda quest’ultime, i dati pubblicati sulle locazioni turistiche comprendono solo gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale. Gli alloggi gestiti in forma non imprenditoriale vengono monitorati, ma non pubblicati in quanto vi è una forte disomogeneità di raccolta tra le varie regioni, oltre al fatto che alcuni territori non raccolgono dati in merito.

Inoltre, va detto che questa tipologia di alloggi non è attualmente contemplata dalla Direttiva Europea in vigore in materia di statistiche del turismo.

Domanda -  Da dove nasce l'accusa di “sommerso turistico” imputata al fenomeno affitti brevi?

Valeria Minghetti - Proprio dal fatto che la carenza di tali informazioni crea una differenza tra offerta dichiarata e offerta reale, che non sempre è quindi inputabile a fenomeni di evasione o abusivismo. Tuttavia, come ho accennato in precedenza, vi sono alcuni territori, come ad esempio la Provincia di Trento o la Toscana, che pubblicano regolarmente stime sulle locazioni turistiche non imprenditoriali presenti entro i loro confini.

Domanda - E’ solo un problema di raccolta o ci sono altri aspetti da considerare? E ci sono prospettive di miglioramento?

Valeria Minghetti - Oltre alla carenza di informazioni sulle locazioni turistiche, aggiungerei anche altri due aspetti importanti in termini di valutazione della capacità ricettiva. Da un lato, la pubblicazione in forma aggregata dei dati relativi ad altre forme di ricettività extralberghiera, come i campeggi e le aree attrezzate per camper e roulotte, che vengono messi insieme ai villaggi turistici. Dall’altro, la gestione delle informazioni relative a forme ibride di ricettività, come i condhotel, su cui anche le regioni dovranno esprimersi.

Sul fronte del miglioramento della raccolta, va detto che anche il Parlamento Europeo si è mosso, e in una relazione presentata nel 2016 ha sottolineano la sotto-copertura dei dati sulla capacità ricettiva, a causa del ricorso crescente, da parte dei turisti, ad alloggi in locazione attraverso molteplici piattaforme online. Non solo: ha evidenziato come la corretta misurazione di tale fenomeno sarà la sfida dei prossimi anni. In tale ambito, anche il Piano Strategico del Turismo, all’Obiettivo D.2., auspica una riorganizzazione e un ampliamento della quantità e qualità dei dati sul turismo in Italia e il rilancio dell’Osservatorio Nazionale del Turismo.

Se alcune sperimentazioni sono in atto dal lato della misurazione dei flussi turistici, anche da parte dell’ISTAT, non vi sono attualmente indicazioni in merito ad interventi dal lato dell’offerta.

Domanda - A quali scopi dovrebbe servire una raccolta di dati che vada a rappresentare l'offerta reale turistica?

Valeria Minghetti - La capacità ricettiva, in termini di numero di strutture e di posti letto, è uno degli indicatori principali per valutare la dimensione del settore turistico in un territorio e per avere un quadro sulla consistenza e la distribuzione del patrimonio turistico-immobiliare e sulla sua evoluzione. In pratica, dà un’idea della capacità di accoglienza potenziale ed è quindi utile a supportare lo sviluppo di piani di fattibilità e di investimento, a valutare la congruità dell’offerta di una destinazione, oltre che il posizionamento competitivo rispetto ai concorrenti, e a gestire i flussi turistici.

Da questo punto di vista, è fondamentale aumentare la quantità dei dati liberamente accessibili a tutti, nonché la pertinenza, accuratezza, comparabilità e tempestività delle informazioni fornite.

Il contributo degli operatori privati potrebbe essere molto importante, ovviamente nel rispetto della privacy e della tutela del loro business. Lavorare in maniera integrata, mettendo insieme open data e private data potrebbe creare un’informazione più efficace ed efficiente e quindi una maggiore conoscenza, utile a tutti.

minghetti 400x400Chief Senior Researcher presso il CISET, Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, fondato dall’Università Ca’ Foscari Venezia e dalla Regione del Veneto, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., ha 20 anni di esperienza nell’ambito dell’attività di ricerca e formazione su tematiche turistiche ed ha lavorato in diversi progetti per conto di organizzazioni nazionali ed internazionali (ISTAT, EUROSTAT, Commissione Europea, UNWTO, OECD, ecc.). Tra i suoi principali ambiti di ricerca e consulenza: analisi della domanda turistica e previsioni sull’andamento dei flussi; sviluppo e integrazione di statistiche sul turismo; effetti della diffusione dell’innovazione tecnologica nell’industria turistica e a livello di destinazione; sviluppo e impatto economico del turismo a diverse scale territoriali. Valeria Minghetti è stato membro del Comitato Direttivo di IFITT - International Federation for Information Technology and Travel&Tourism. Attualmente è membro del Comitato Scientifico di ENTER e del comitato editoriale di JITT (Journal of Information Technology and Tourism) ed è stata coordinatore del Comitato Scientifico di ITIT (Conferenza Italiana su Innovazione e Tecnologie dell’Informazione nel Turismo). E' inoltre reviewer per diverse riviste scientifiche internazionali (Journal of Information Technology in Hospitality, International Journal of Tourism Research, Current Issues in Tourism, Annals of Tourism Research, lma Tourism, ecc.) e dal 2014 è Associate Editor di Tourism Recreation Research.

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