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Giovedì, 30 Gennaio 2020 21:53

Hospitality: Fiducia e preoccupazione per i previsti interventi normativi

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Hospitality: Fiducia e preoccupazione per i previsti interventi normativi

L’emendamento al Decreto Milleproroghe presentato dal Partito Democratico in materia di locazioni brevi ha fatto tanto rumore, ma non per nulla. E’ un allerta, perché anche se è stato ritirato, ha mandato un segnale chiaro della richiesta di interventi normativi in questo settore della Hospitality. Ritirato per le proteste delle associazioni dei locatori che segnalavano diversi aspetti di irrazionalità, prima ancora che di illegittimità, della norma, è pur vero che questo mercato sembra avere davvero necessità di una messa a punto normativa. Ne parliamo con l'Avvocato Donatella Marino, che con il team di HospitalityLawLab.net da tempo approfondisce questi temi.

Domanda – Vedendo quanto è stato proposto nel discusso emendamento, quali criticità presenterebbe un intervento normativo in questo settore?

Donatella Marino – Non penso sia solo una questioni di contenuti. E’ proprio la modalità con cui viene affrontato il tema che sarebbe da rivedere. Tamponare la situazione introducendo scampoli di norme all’interno di altre norme a loro volta emesse in via di urgenza non può che cristallizzare la patologia di questo impianto giuridico nato dalla stratificazione di regole scoordinate. Basti pensare che l’emendamento ritirato suggeriva una disciplina del contratto di locazione imponendo vincoli di carattere amministrativo all’interno di una norma che dettava un regime fiscale del tutto sganciato dalla normativa civilistica. E disattendendo così basilari principi di diritto privato oltreché il dettato costituzionale. E’ comprensibile il desiderio di intervento, ma regolare non vuol dire mettere qualche vincolo in più disconoscendo i principi generali perché le regole date male favoriscono purtroppo solo gli indisciplinati.

Domanda - Quali conseguenze potrebbe avere un intervento restrittivo come quello pensato nell’emendamento? Quale l’impatto sugli operatori?

Donatella Marino – Dipende. Chi è già ben organizzato con impalcature contrattuali attente e soluzioni accurate riuscirà comunque ad adattarsi alle eventuali novità legislative. Sia il tema dei parametri per la presunzione di imprenditorialità sia l’attribuzione di maggiori controlli ai Comuni (non però la paventata concessione di licenze, di dubbia legittimità) toccherebbero poco i Property Manager o gli intermediari più strutturati. Più problematica, invece, la situazione per chi si è sempre mosso tra le maglie dell’home sharing deregolamentato.

Domanda – Non è comunque necessario intervenire contro questo eccessivo abusivismo? E da cosa si dovrebbe partire?

Donatella Marino - Nel breve periodo, l’unico rimedio serio è intervenire nei controlli introducendo strumenti che consentano di individuare chi si nasconde completamente e immancabilmente sfugge alle verifiche. E che ben poco sarebbe infastidito dai nuovi vincoli, ai quali comunque non si sottoporrebbe. I vincoli e i controlli stringerebbero in una morsa solo coloro che cercano già ora di adeguarsi alle regole.

Domanda – Cosa servirebbe?

Donatella Marino – E’ indispensabile innanzitutto favorire l’emersione del sommerso, offrendo meccanismi semplici che invitino gli operatori ad operare con trasparenza. Considerando poi che non c’è altro modo che affrontare la materia in tutti i suoi aspetti: sia civilistico, dove non tutti tengono in conto la distinzione tra la locazione a uso transitorio e quella con finalità turistica, sia fiscale, dove la contrapposizione è tra locazione sotto e sopra i trenta giorni. Mentre la pubblica amministrazione pone distinzioni e terminologie ancora diverse. Occorre sostanzialmente mettere i limiti solo laddove ci sono vere situazioni da salvaguardare e procedere con una riforma del settore organica e competente.

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