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Sabato, 15 Febbraio 2014 17:11

La Basilicata, bella scoperta

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La Basilicata, bella scoperta

La Basilicata, sconosciuta o quasi sino a pochi anni fa, per il turismo e non solo, è sempre più richiesta e cercata dai viaggiatori, soprattutto stranieri. Approfondiamo la questione con uno degli operatori turistici più attivi sul territorio da decenni: Franco Garofalo, Presidente e Fondatore di Welcome Lucania – Cultura & Sapori di Basilicata.

Domanda- Possiamo affermare che la Basilicata ha finalmente preso coscienza del suo potenziale turistico e che si sta attivando adeguatamente per trasformarlo in un'attività produttiva?

Franco Garofalo- Sicuramente la Basilicata nell’ultimo decennio ha acquisito una sua identità turistica strutturata, in particolar modo il Metapontino-Basso Sinni che risulta essere il volano turistico della Regione.

Ingenti investimenti sono stati fatti da imprenditori lucani che operano nello sviluppo dell’incoming e nelle attività di commercializzazione del prodotto turistico lucano. La qualità e la quantità delle strutture ricettive, hotel, villaggi, golf, porti turistici, relais e dimore d’epoca, quindi può soddisfare ogni esigenza di mercato, nazionale e internazionale, ed esse operano come “destination developer“ di strategie di sviluppo delle attività del prodotto turistico della regione.

Oggi però il turismo lucano sembra essere giunto a un bivio, da una parte lo sviluppo, anche decoroso, che passa attraverso una strategia d’investimenti economici adeguati da parte dei privati, dall’altro la scelta di non guardare al turismo, da parte del settore pubblico, come possibile volano di economia reale, relegandolo di conseguenza, ai margini delle politiche di sviluppo regionale e mortificando, in tal modo, gli sforzi e la lungimiranza degli stessi imprenditori del settore.

L’offerta turistica lucana è infatti adeguata a poter accogliere anche la destagionalizzazione con la molteplicità dei suoi prodotti: dal turismo ambientale a quello culturale che ha come porta d’ingresso Matera,  da quello archeologico a quello enogastronomico dove il Metapontino per esempio rappresenta un’eccellenza nazionale per qualità di prodotti già certificati, penso alla fragola candonga del metapontino, all’albicocco di Rotondella, all’arancia staccia di Tursi e allungandosi nell’entroterra il pistacchio di Stigliano, peperone crusco di Senise, fagioli di Sarconi ecc. Esiste un Distretto Agroalimentare di Qualità del Metapontino che raccoglie tutte l’eccellenze del territorio e si occupa nello specifico della promozione e certificazione dei prodotti. Quindi, uno scenario molto interessante che deve essere supportato dalla parte pubblica e, solo coniugando l’asset pubblico-privato, possiamo avere il nostro meritato successo come destinazione turistica.

Domanda- Quanto la destinazione è effettivamente nota e ricercata dal turismo nazionale e internazionale? I dati su presenze e arrivi cosa dicono a questo proposito?

Franco Garofalo- Negli ultimi anni, esattamente dal 2001 al 2011, la Basilicata ha avuto un trend più che positivo, infatti siamo passati da 398.032 a 511.677  arrivi, con un incremento del 29%  e da 1.712.965 a 1.963.474 presenze, con un aumento del 15%. Per l’anno 2013, abbiamo avuto una leggera flessione ma al di sotto della media nazionale. Il Metapontino–Basso Sinni rappresenta circa il 63% degli arrivi e il 57% dei posti letto dell’intera Regione ma la locomotiva della crescita è sicuramente Matera. La componente con maggior tasso di crescita del mercato regionale è quella italiana, in controtendenza con il mercato nazionale che vede una diminuzione della componente del mercato domestico. La dinamica del mercato estero, nonostante la presenza di tour operator importanti sul territorio, stenta a soddisfare le aspettative degli operatori, nonostante un elevato grado di gradimento della proposta. In buona sostanza permane un maggiore riconoscimento del brand della Basilicata Turistica e l’obiettivo è quello di catturare nuove attenzioni da regioni oggi poco presenti sul mercato regionale e consolidare i mercati esteri già presenti come quelli tedesco, inglese, francese, svizzero e olandese. La Basilicata è attualmente innanzitutto scelta per l’offerta balneare, quindi per quella culturale, con Matera e poi quella naturalistica con il Parco del Pollino e Parco Gallipoli-Cognato, a partire dal Volo dell’Angelo.

I valori percepiti sono l’autenticità, la vitalità delle tradizioni, il senso dell’ospitalità e la peculiare bellezza del territorio. E’ fuori dubbio, però, che il futuro turistico della Basilicata dipenda dagli hub aeroportuali di Bari e Brindisi che con la loro politica di promo-commercializzazione dei collegamenti low cost hanno infrastrutturato il nostro territorio. Un grande impulso a tal proposito è stata l’istituzione della Navetta Bus che collega quattro volte al giorno l’aeroporto di Bari. Infatti, è solo consolidando e infrastrutturando il territorio regionale, sia sul versante jonico che su quello tirrenico che si potrà essere più competitivi con il mercato nazionale e internazionale.

Domanda- Quali sono le principali difficoltà che la regione deve affrontare per lo sviluppo del turismo e cosa gli operatori locali lamentano e necessitano maggiormente?

Franco Garofalo- La prima emergenza del settore turistico è appunto quella delle infrastrutture, quindi il potenziamento dei collegamenti aeroportuali Costa Jonica verso Bari Apt e di Potenza verso Pontecagnano e Napoli Apt. Gli esperti prevedono un incremento di utilizzo del low cost da oggi al 2020 che supererà il 50% di utilizzo. Siamo carenti del trasporto su rotaia e quindi dell’Alta Velocità che può essere per tutto il Sud Italia una grande opportunità, soprattutto per la dorsale adriatica.

L’incertezza degli scenari economici e la grave crisi attuale impongono una maggiore intensità di azioni di promozione e di adeguamento all’evoluzione del mercato sempre più segmentato e con minore capacità di spesa, quindi sempre più tendente agli short–break, per questo motivo la Regione deve patrimonializzare la promo–commercializzazione della Basilicata Turistica in sintonia con i soggetti privati che operativamente detengono il mercato, quindi una consolidata partnership pubblico-privato potrebbe avere una adeguata programmazione degli investimenti di commercializzazione che eviterebbero la sovrapposizione dei vari enti Provincia, Camere di Commercio, Gal etc.

In Basilicata manca una giusta considerazione, da parte del pubblico, del settore turistico come settore industriale del sistema economico regionale che potrebbe, nel corso degli anni risolvere il problema occupazionale, con una grande ricaduta economica sul territorio. Le poche azioni di sostegno alle imprese del settore da parte della Regione, vedi PIOT ( Pacchetti Integrati di Offerta Turistica) sono risultati insufficienti e poco organizzati nonostante la notevole richiesta d’investimenti da parte dei privati in particolar modo nel Metapontino-Basso Sinni. Altri asset da congiunturare nel sistema turistico sono l’enogastronomia che accresce oltre l’identità territoriale anche un brand all’offerta turistica regionale, il turismo culturale e ambientale che merita nella nostra Regione, come su tutto il territorio nazionale la giusta considerazione, se è vero che l’Italia è il paese al mondo più patrimonializzato a livello culturale.

Domanda- Quali sono gli strumenti che state attivando per compensare le debolezze e le carenze strutturali e istituzionali?

Franco Garofalo- Il dinamismo imprenditoriale del settore ha portato una maturazione degli stessi che facendo tesoro degli errori passati si sono organizzati e soprattutto hanno assunto la consapevolezza di non restare più da soli. Molto è stato fatto a tal proposito, non ultima la creazione della Rete Impresa Italia Jonica, la prima rete del settore turistico interregionale fra Basilicata, Puglia e Calabria jonica. Si è partiti dal basso dove gli imprenditori turistici delle tre regioni hanno sollecitato un protocollo d’intesa per le azioni di promo–commercializzazione del settore turistico. Il protagonismo degli operatori della Basilicata Jonica è stato determinante, infatti gli stessi sono stati i promotori della realizzazione. Anche la forte presenza nelle associazioni di categoria sindacali dimostra di un ruolo attivo nella vita economica della nostra regione, non più un ruolo margine ma un protagonismo attivo.

E’ chiaro che c’è un fermento anche in altri segmenti, penso a quello degli agriturismi, relais e dimore d’epoca dove fino a qualche anno fa era impensabile una forma di associazionismo mentre oggi si pensa alla nuova forma della rete d’impresa. Anche la formazione professionale nell’ultimo quinquennio ha avuto un ruolo attivo nella preparazione dei protagonisti del turismo con partecipazioni a stage e fiere internazionali, quindi una voglia di riscatto del settore che vuole assumere, e lo sta facendo, una competenza professionale che possa davvero portare benefici all’interno delle proprie aziende.

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