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Venerdì, 23 Maggio 2014 10:45

Social Media: ieri, oggi e domani

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Social Media: ieri, oggi e domani

L'espressione "Social Media" è tra le più utilizzate e discusse degli ultimi anni. Facciamo una panoramica sulla loro evoluzione e sul loro utilizzo nel settore turistico alberghiero con Helena Geraci, Branding & Community Specialist per SICANIASC-Consulenza e Formazione per il Turismo.

D- Helena rinfrescaci la memoria, quando nascono i Social Media e qual è la loro evoluzione?

R- I social media, così come li concepiamo oggi, sono l’evoluzione di un processo che è iniziato oltre 15 anni fa e che ha visto la nascita negli Stati Uniti. In principio fu SixDegrees.com, classe 1997, il quale può essere considerato “il primo social network della storia”, uno spazio in cui ogni utente poteva creare un proprio profilo e contattare altre persone, chiuso poi nel 2001. Secondo tentativo fu Friendster, nato nel 2003, sempre in America, con lo scopo di mettere in contatto le persone tramite la pubblicazione del loro profilo personale e le foto. L’esperimento tuttavia non fu un successo poiché molti utenti cominciarono a mettere foto false, si parlava addirittura di “fakester”, e il sistema non era in grado di sostenere tutto il traffico generato dagli utenti. Fu così che molti si spostarono su MySpace, nato da Tom Anderson e Chris De Wolfe, che dava ai giovani uno spazio tutto loro in cui potersi raccontare ogni giorno. L’esperimento, nato nel 2003, fu un successo ma nel 2005 venne venduto alla News Corporation di Rupert Murdoch e da quel momento andò “in rovina”. Sempre il 2003 vide la nascita di Linkedin, nuovo social dedicato al business, fondato da Reid Hoffmann. Tuttavia è soprattutto “The Facebook” successivamente rinominato Facebook, nato dal genio di Zuckerberg, che rivoluzionerà il concetto di social network. Da questo momento l’attenzione del mondo intero si sposta sull’evoluzione del secolo, scoprendo un mondo virtuale fatto di condivisione di contenuti in tempo reale con ogni persona che abbia un profilo sulla piattaforma.

D- Quindi tutto inizia e finisce con Facebook?

R- No, nel 2002 era stata fondata la società creatrice di Flickr, piattaforma di condivisione foto acquisita da Yahoo nel 2005 e nel 2006 nasce Twitter, l’innovativo progetto di micro blogging che permetterà di mandare messaggi istantanei a una rete di Followers, in massimo 140 caratteri. Nel 2007 è invece la volta di Tumblr, piattaforma di micro blogging che integra alle semplici funzionalità testuali anche quelle multimediali. Ecco così che i social network si evolvono in base agli stessi utenti, sono loro che cambiano le regole del gioco facendo nascere sempre nuove esigenze che solo i più attenti sapranno cogliere prima degli altri. Così, nel 2009, è la volta di Foursquare, piattaforma social di geo localizzazione che permette di condividere foto e commenti su dei luoghi specifici in cui si è stati, attraverso il famoso ”check-in”. Segue nel 2010 Instagram, applicazione mobile per condividere foto live e ritoccarle attraverso appositi filtri. Nel 2011, invece, il colosso Google dà il via a Google plus, per alcuni una versione più “elitaria” di Facebook, in grado di mettere in contatto gli utenti e condividere i propri contenuti attraverso la suddivisione in cerchie profilate e la partecipazione alle community. Ma sarà proprio la condivisione di contenuti visivi, ad alto impatto relazionale, su cui si focalizzeranno e si focalizzano tuttora i social media; nel 2012 arriva infatti Pinterest, una sorta di contenitore fotografico di tutto ciò che interessa a un singolo utente, diviso in appositi board tematici. E sono molti già i candidati al “social del futuro”, ma chi la spunterà? È davvero arduo dirlo.

D-Qual è in base alla tua esperienza il social più utilizzato nel settore alberghiero?

R- Per quanto riguarda l’Italia, Facebook è molto molto utilizzato poiché quello con l’approccio più intuitivo e semplice, oltre che quello più diffuso e quindi di maggiore facilità anche per i meno esperti. Facebook permette l’utilizzo di molti contenuti fotografici, soprattutto quando associato a Instagram, e gode di un forte impatto relazionale. Inoltre, la possibilità di promuoverne i contenuti sponsorizzati in modalità “self service” ne incentiva l’utilizzo da parte degli hotel. Tuttavia spesso è proprio Facebook che viene più sottovalutato e gestito in maniera troppo superficiale. Purtroppo non basta aprire una pagina ed “essere in vetrina” sul web in modo passivo e statico, occorrono un’analisi e una strategia specifica per il proprio target, una pianificazione costante e in continua evoluzione dei contenuti, in base alle esigenze dei propri followers. Occorre prima ascoltare chi ci segue, capire come e perché lo fa, e poi produrre per loro contenuti di interesse volti ad attrarli verso la nostra struttura alberghiera. Se vogliamo poi guardare all’internazionale, Google plus è sicuramente un canale molto utilizzato soprattutto all’estero, permettendo una forte personalizzazione dei contenuti oltre che l’utilizzo di funzionalità aggiuntive che consentono di posizionare l’hotel molto bene sui motori di ricerca (non dimentichiamoci che dietro c’è il “grande Google”). Sempre parlando di estero, anche Twitter è un potente strumento informativo e promozionale, utilizzato per offerte speciali e di immediato impatto ed engagement.

D- Qual è quello che ha maggiori potenzialità oggi nel settore alberghiero?

R- Senza dubbio Facebook ha delle grandi potenzialità soprattutto in vista del fatto che consente un utilizzo molto vasto di immagini e video, dei tag e degli eventi. Tuttavia oggi assistiamo a una saturazione di questo canale, quasi ogni brand ha una pagina, spesso aperta e mai gestita o gestita male. Tutto ciò crea il famoso ”rumore” che rischia di ridurre la visibilità di contenuti interessanti prodotti da molte altre pagine. Credo che bisognerebbe considerare le potenzialità di Google plus, social altamente performante ma che non ha ancora trovato in Italia la sua massima espressione (si sa noi arriviamo sempre in ritardo). Attraverso l’utilizzo delle cerchie si possono oggi produrre contenuti specifici destinati a target di utenti profilati in base alle proprie esigenze e ottenere un’audience al 100% in linea con il proprio business. Tuttavia questo social è anche quello più ostico per gli albergatori italiani poiché di più difficile comprensione. Si tratta infatti di uno strumento completo che racchiude in un’unica “scatola” tutte le funzionalità di Google: Gmail, Calendar, Youtube, Drive, Maps, Adwords, Alert ne sono solo un esempio. Insomma, una vera e propria macchina da guerra! Vi invito a studiarlo in tutte le sue funzionalità, e credetemi, ce ne sono sempre di nuove!

D- Il Social Media del futuro?

R- A mio parere credo sia quello che saprà coniugare al meglio contenuti visivi e testuali integrati alla nostra vita quotidiana e professionale, permettendo agli utenti di diventare veri e propri “protagonisti mediatici”. Pensiamo alla nuova funzionalità “Stories” di Google Plus che ci permette di condividere la propria storia personale, anche solo di una giornata, in un collage di immagini interattive unite a contenuti testuali e geo localizzazione. Un insieme di funzionalità che rendono i contenuti ancora più condivisibili e soprattutto personali, rendendo l’utente un vero e proprio produttore di creatività. Oggi siamo sempre più alla ricerca di attenzione, ogni foto, testo o video che postiamo è per voler dire a tutti: ”Ehi sono qua, mi vedete? Guardate cosa faccio, dove sono, con chi sono…”. Ecco, il social che riuscirà a racchiudere in modo semplice e lineare tutte queste esigenze in una mossa sola per me è il social del futuro, e Google Plus è sulla buona strada.

D- Il "segreto" dei Social Media?

R- Essere una via di fuga alla realtà “offline”. La verità è che la quotidianità ci annoia e allora nei social riscopriamo quel divertimento infantile e giocoso che spesso non possiamo avere nella vita di tutti i giorni, ci riscopriamo al contempo bambini, intrattenitori, intrattenuti, ascoltatori, osservatori. Possiamo reinventarci in maniera diversa quando vogliamo. Il trucco sta però nel non venirne completamente travolti anche nella propria vita personale, ciò che penso è che è giusto essere social e “interconnessi” ma che al contempo non dobbiamo rischiare di “disconnetterci” dalla realtà offline, dalla vita vera. Questa secondo me sarà la grande sfida a cui saremo sottoposti nei prossimi anni.

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