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Venerdì, 27 Febbraio 2015 06:32

Formazione e ospitalità: sfide e opportunità del futuro

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Formazione e ospitalità: sfide e opportunità del futuro

Ospitalità e Turismo sono tra i comparti con le maggiori prospettive di crescita occupazionale al mondo. Ne parliamo con Vana Saade, Regional Admissions Director Southern Europe, Middle East & Northern Africa di Glion Institute of Higher Education, tra i primi 3 istituti di formazione specializzati nella formazione dei professionisti dell’ospitalità di domani.

D- In base alla vostra conoscenza del settore, quali sfide sta affrontando l’ospitalità nel mondo?

R- Anzitutto, vediamo una necessità “storica”. Da sempre il settore dell’ospitalità deve fare i conti con un’altissima rotazione del personale, un fenomeno che oltre ad indebolire la qualità del servizio offerto e la continuità della relazione con la clientela, fa lievitare i costi di gestione e di conseguenza le tariffe.

Per questo motivo, una delle più grandi sfide dell’alberghiero è sviluppare la capacità di attirare veri talenti, e motivarli a restare. Nella gestione dei processi di selezione, gli HR Manager devono sviluppare un approccio nuovo e creativo per individuare i talenti, stimolare il loro desiderio di essere inseriti all’interno di una particolare struttura ma soprattutto motivarli a restare mostrando loro prospettive concrete a lungo termine e di crescita professionale.

Non possiamo inoltre ignorare la rapida diffusione di smartphone e social media che, con la nascita dei sistemi di online booking e dei forum di viaggi, stanno avendo un forte impatto sul settore dell’ospitalità, trasformando radicalmente l’approccio dei viaggiatori alla scelta della loro destinazione e anche le modalità di relazione con le strutture dove scelgono di soggiornare. Gli hotel si devono strutturare per governare e non subire questi cambiamenti, devono inventare nuove tecnologie, avviare solide ed efficaci strategie di social media marketing e integrare nel loro organico nuove figure in grado di gestire al meglio le relazioni con la clientela e la customer satisfaction attraverso i nuovi strumenti digitali.

Infine, il tema della sostenibilità: la crescita e lo sviluppo di ogni realtà imprenditoriale non possono prescindere dall’attenzione per l’impatto sul prossimo e sull’ambiente, ed è impossibile ignorare questa necessità nella gestione ordinaria e straordinaria di tutte le attività legate al mantenimento di una struttura alberghiera. La responsabilità nei confronti dell’ambiente e l’introduzione di politiche di environmental care sono diventate la norma e non più un’eccezione per ogni albergo.

D- Come la vostra offerta formativa può aiutare i giovani a cogliere le opportunità offerte dal settore?

R- L’Hospitality continua ad essere una delle realtà più dinamiche al mondo e i nostri studenti sono molto attenti a tutte le opportunità che può offrire loro, dallo sport all’industria degli eventi e dell’entertainment, dalla gestione di spa e centri benessere fino alla definizione di nuove politiche per lo sviluppo del settore.

Lavorare nell’ospitalità oggi non significa solo gestire una struttura o una catena alberghiera; per rispondere a questa evidenza, Glion ha sviluppato programmi specifici di Management in linea con le reali esigenze del settore.

Per farlo, offriamo una combinazione unica con un background economico e gestionale, completato da diverse aree di specializzazione. In questo modo, i nostri studenti possono intraprendere differenti percorsi professionali e di carriera nel marketing, nella finanza e le risorse umane, per aziende operative in settori che spaziano dal lusso e la moda all’entertainment, il turismo, lo sport e la finanza. Diverse aziende con un background internazionale scelgono i laureati di Glion per ricoprire posizioni differenti. Ciò che le aziende apprezzano dei nostri studenti è la loro maturità, la loro capacità di pensiero, l’atteggiamento professionale, l’orientamento alla soddisfazione del cliente e naturalmente le loro capacità manageriali.

D- In Italia si lamenta la carenza di personale alberghiero formato e competente, probabilmente conseguenza di una scuola alberghiera troppo lontana dalla realtà quotidiana. Qual è il vostro approccio per avvicinare domanda e offerta nel mercato del lavoro?

R- Per venire incontro alle esigenze di un settore che necessita di personale fortemente motivato e perfettamente formato, siamo costantemente in contatto con i professionisti del settore, per adattare la nostra offerta formativa alle loro esigenze a livello internazionale. Il nostro Board di direzione comprende a sua volta molti professionisti del settore che si incontrano regolarmente per scambiare opinioni ed esperienze sull’andamento del mercato, le necessità e le tendenze. Addirittura, incoraggiamo i nostri professori ad affiancare alla carriera accademica l’attività sul campo per non perdere il contatto con il mercato e restare sempre aggiornati.

Inoltre, ogni semestre apriamo le porte dei nostri campus a oltre 50 catene alberghiere e gruppi internazionali, per recrutare stagisti e neo-laureati da inserire nel loro organico. Abbiamo al nostro interno anche un Industry Relations Manager che si occupa esclusivamente di mantenere i rapporti con i key player del settore che prendono parte a queste giornate di recruiting, che ha il compito di monitorare il percorso degli studenti selezionati e assicurarsi che le loro capacità siano in linea con le esigenze e le aspettative di chi li assume. L’altissima percentuale di inserimenti in azienda successivi a questi periodi di tirocinio (85%) dipende in gran parte proprio da queste eccellenti relazioni che coltiviamo con il settore alberghiero, su scala internazionale.

Oltre ai rapporti con il settore, il nostro metodo educativo che combina alla formazione in aula moltissime ore di apprendimento pratico già all’interno del campus e al di fuori prepara da subito i nostri studenti ad affrontare le reali necessità del mercato, dotandoli di tutte le skill e le capacità che saranno loro necessarie per cimentarsi con successo nelle loro prime esperienze lavorative dopo la laurea.

Oltre alle nozioni prettamente legate al loro percorso formativo, infatti, ciò che fa la differenza sono le soft skills che gli studenti di Glion apprendono durante il loro ciclo di studi, lavorando a fianco di altri studenti provenienti da circa 90 nazioni in tutto il mondo e trascorrendo almeno un semestre nel branch campus di Londra: una mente aperta e flessibile, tolleranza, capacità di interagire con ambienti multiculturali e flessibilità.

D- Tutti affermano che il futuro è dell'ospitalità e del turismo, come Glion si pone in questa prospettiva? Quali sono le professioni del futuro nel settore dell’ospitalità?

R- Osservando l’andamento del mercato, prevediamo che che nei prossimi anni cresca soprattutto la richiesta da parte del mercato di giovani professionisti pronti a ricoprire ruoli nelle aree informatiche e dei social network, come i Social Media Specialist e i Community Manager, così come professionisti nel campo della produttività e della competitività come Revenue Manager e altre occupazioni nei settori della finanza.

Numerosi brand nei settori retail e lusso stanno inoltre diversificando il proprio portofolio di attività approcciando il mondo dell’ospitalità, e stiamo già ricevendo un crescente numero di richieste di partecipazione da parte loro alle nostre giornate di recruiting: una tendenza che Glion ha voluto prontamente cogliere, introducendo nella nostra offerta formativa corsi specifici per i professionisti del settore del lusso.

Oltre a questi settori emergenti, Glion continua a perseguire la filosofia che lo contraddistingue da oltre 50 anni: formare giovani talenti nel settore dell’ospitalità con forti competenze in ambito economico e finanziario, pronti a ricoprire posizioni di leadership all’interno di un settore che continua ad offrire interessanti prospettive professionali in tutto il mondo.

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