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Venerdì, 30 Ottobre 2015 20:43

Nasce a Firenze un gruppo di imprenditori per regolare l'Ospitalità alternativa

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Nasce a Firenze un gruppo di imprenditori per regolare l'Ospitalità alternativa

Non solo Airbnb: gli imprenditori dell'Ospitalità alternativa insieme per chiedere una regolamentazione del settore. Il gruppo rappresenta almeno il 20% del mercato degli affitti turistici a Firenze e impiega circa un centinaio di persone. 

La crescita esponenziale della cosiddetta "ospitalità alternativa" a Firenze e nel resto d'Italia, unita alla scarsa chiarezza e alla sostanziale inadeguatezza delle norme in materia, ha spinto un gruppo di imprenditori e operatori fiorentini del settore degli affitti turistici a organizzarsi per sottoporre una serie di proposte di regolamentazione alle istituzioni competenti (Comune di Firenze e Regione Toscana, ma anche a livello nazionale).

Il presupposto è che il fenomeno della sharing economy, declinato sul mercato di camere e appartamenti, non può essere considerato in competizione con il settore alberghiero, non solo perché ha rimodellato la domanda e ha diversificato l’offerta di servizi turistici aprendo nuovi segmenti di mercato sia in Italia che nel resto d'Europa, ma anche perché ha creato uno stile di viaggio alternativo rispetto agli hotel, facendo muovere una nuova tipologia di persone che preferiscono soggiornare in abitazioni private. 

L'iniziativa del gruppo – coordinato da Lorenzo Fagnoni di Apartments Florence – nasce dalla necessità di stimolare un dibattito costruttivo su un settore che ha ormai un grande impatto complessivo sull’economia cittadina, anche a livello di occupazione. “Questa nuova forma di turismo non costituisce soltanto una rendita per pochi – sottolinea Lorenzo Fagnoni - ma genera ormai un indotto importante del quale beneficiano i ristoranti, i taxi, il commercio e le agenzie immobiliari, senza dimenticare il settore edile che sta riprendendo vigore anche grazie alle ristrutturazioni dei tanti immobili adibiti a case vacanza. Per questo crediamo che il settore dell'ospitalità alternativa rappresenti un patrimonio da sfruttare in modo intelligente e diffuso, meglio se attraverso una regolamentazione uniforme a livello nazionale”.

Tra le proposte avanzate dal gruppo di imprenditori e operatori – che insieme rappresentano circa il 20% del mercato dell'ospitalità turistica a Firenze con un fatturato annuo complessivo di circa 4 milioni di euro e un centinaio di persone impiegate - figura in primo luogo la possibilità che i professionisti che operano nel settore degli affitti turistici con partita Iva possano agire da “sostituti d’imposta” per favorire il versamento della tassa di soggiorno e delle imposte regionali e nazionali.

Altro punto ritenuto necessario è una chiara distinzione tra figure professionali – col relativo obbligo di partita Iva - e non professionali, in base al numero di immobili gestiti, alla redditività di tale gestione e alla quantità di giorni affittati ogni anno. L'elenco completo delle proposte è disponibile sul sito www.ospitalitaalternativa.it ed è già stato sottoposto all'attenzione dell'amministrazione comunale fiorentina.

Quest'anno – prosegue Lorenzo Fagnonii numeri del turismo fiorentino registreranno un'ulteriore crescita rispetto al 2014 anche grazie all'ospitalità alternativa. Basti pensare che l’aeroporto di Firenze ha fatto sapere di aver già registrato un incremento del 73% sui voli low cost rispetto al 2014. E non è un caso che pochi giorni fa Condé Nast Traveller, una delle più importanti riviste di viaggi statunitensi, abbia incoronato Firenze come la destinazione più ambita dai viaggiatori di tutto il mondo”.

L'altro aspetto della vicenda riguarda invece direttamente il settore immobiliare. La legge italiana in materia risulta da tempo obsoleta e necessita di un cambiamento, poiché per i proprietari è diventato molto rischioso adibire gli immobili ad affitto residenziale.

Spesso - conclude Lorenzo Fagnoni - ci vogliono anni d'attesa e battaglie legali per rientrare in possesso di un immobile da parte di inquilini non bisognosi che si approfittano di una legge ingiusta. Un problema, quest'ultimo, che non riguarda i ricchi proprietari terrieri ma le tantissime persone che ricevono un immobile in eredità e che, soprattutto in tempi di crisi, contano su quel piccolo gettito per arrivare alla fine del mese”.

Ospitalità alternativa nasce da una rappresentanza di imprenditori del mondo dell’ospitalità alternativa, operanti in Italia che, consapevoli della non chiarezza e della scarsa adeguatezza delle attuali norme in materia, rispetto al trend del mercato, si stanno organizzando per:

  1. allargare quanto più possibile la base di persone interessate alla sua regolamentazione, includendo professionisti e non del settore e superando l’attuale dibattito tra i non professionisti operanti in internet tramite Airbnb e settore alberghiero;
  2. proporre alle istituzioni competenti (comune, regione e a livello nazionale) esigenze e proposte di regolamentazione del settore. 

A questo link è disponibile il manifesto.

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