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Giovedì, 04 Febbraio 2016 11:16

La Milano alberghiera del dopo Expo in protesta

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La Milano alberghiera del dopo Expo in protesta

Sono giornate intense per il comparto alberghiero milanese che vede in contemporanea la protesta dei lavoratori di due tra le principali catene italiane: Boscolo e AtaHotels. Sono situazioni completamente diverse ma la coincidenza è forte per gli addetti ai lavori del settore che proprio in questi giorni legge risultati e dati che lasciano pensare a una prima seppur timida ripresa, in un contesto più generale ancora di crisi.

Hanno iniziato la protesta i lavoratori del Boscolo Hotel di Milano, dipendenti della società Orchidea che ha in appalto i servizi di pulizia camere e facchinaggio del 5 stelle in centro città a seguito di un cambio d'appalto che vede subentrare la società HPoint non vincolata dalla clausola sociale al mantenimento del personale in carica. Così, non in conseguenza di una crisi o difficoltà economica ma più probabilmente di una convenienza fiscale legata alle possibilità offerte dal Job Acts, lavoratori, perlopiù donne, part-time, con stipendi bassi e difficile possibilità di riallocazione, si ritrovano senza lavoro. E' un fenomeno che sta dilagando negli appalti del settore alberghiero dove la clausola sociale non è prevista. 

E oggi, dopo l’assemblea che si è tenuta questo lunedì e con il continuo silenzio delle controparti, i 40 dipendenti scendono di nuovo in piazza, con un presidio davanti all’ingresso dell’albergo.

C’è grande preoccupazione tra le Organizzazioni sindacali per il settore: "Per l’ennesima volta, le grandi catene alberghiere approfittano delle scadenze di appalto per proseguire le loro politiche di penalizzazione delle tutele del lavoro", commenta Luigi Brianzi che sta seguendo la vertenza per la Filcams CGIL di Milano.

Le scelte di esternalizzazione di alcune fasi di produzione degli alberghi sono diventate troppo spesso una consuetudine penalizzando così la certezza del posto di lavoro. In questi giorni si sta concludendo il percorso del nuovo Codice degli Appalti Pubblici, dopo il passaggio in parlamento si è in attesa dei decreti governativi che dovrebbero riconoscere le clausole sociali e dare continuità ai rapporti di lavoro indipendentemente dalle Aziende che si susseguono, ed è quello che vorremmo accadesse anche per i Lavoratori del Turismo". 

In realtà, sottolinea il Segretario Generale della Filcams CGIL Milano, Marco BerettaBoscolo avrebbe potuto imporre nel nuovo contratto di appalto l'applicazione della clausola sociale evitando il licenziamento dei lavoratori e il dilagare di questo fenomeno negli appalti del settore alberghiero che se durante Expo, sono stati prorogati, alle prossime scadenze potranno portare le medesime conseguenze.

Ma la Milano alberghiera che vive un momento di forte ripresa anche per il contributo di Expo, si è svegliata con un altro bel colpo che in realtà tocca anche altre destinazioni con la chiusura annunciata di 8 alberghi dei 14 della catena Atahotels (Gruppo UnipolSai), di cui 5 nel capoluogo lombardo. Si tratta degli hotel Executive, Residence De Angeli, Residence Ripamonti, Hotel Quark e Residence Class. Nell'elenco anche il Villa Pamphili di Roma e i Resort Tanka Village Villasimius in Sardegna e il Planibel La Thuile in Valle d'Aosta.

Questa situazione, che a Milano si colloca a termine di Expo, avrà un grande impatto a livello occupazionale, annuncia Filcams Milano, che ha proclamato lo stato di agitazione con conseguente sciopero in tutti gli hotel coinvolti a partire dall'1 febbraio davanti all’Atahotel Executive di Milano.

Oltre ai 179 dipendenti di Atahotel, saranno coinvolti gli Operatori della ristorazione, gestita da FeDe Group e tutte le Addette alla Pulizia e sanificazione camere, servizio quest’ultimo affidato in appalto a società terze. Il totale dei posti di lavoro a rischio supera di ben oltre le 400 unità.Proprietario degli immobili in questione è l'ENPAM con cui Atahotels non ha raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto di affitto e cui è stato intimato di lasciare gli immobili.

Da qui l'avvio della procedura di licenziamento collettivo che AtaHotels ha avviato ieri e rispetto alla quale Marco Beretta commenta: "Ci aspettiamo che il personale venga ricollocato in altre strutture e monitoreremo la situazione degli hotel in questione per capire gli sviluppi che ci saranno ed eventuali nuove aziende che rinegozieranno il contratto".

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