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Martedì, 04 Ottobre 2016 16:07

Vacanze brevi o short break: 4 turisti su 5 prenotano il viaggio online

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Vacanze brevi o short break: 4 turisti su 5 prenotano il viaggio online

Venerdì 14 ottobre, TTG Incontri 2016 ospiterà la terza edizione dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano che includerà un focus sul particolare rapporto tra l’attività web e le vacanze brevi o “short break”, in collaborazione con Doxa. 

I turisti italiani sono sempre più connessi e digitali: il passaparola si è spostato online, lo smartphone sta diventando il principale alleato della decisione di partire per una breve vacanza e prevale la tendenza a programmare con largo anticipo anche break della durata di pochi giorni. Recensioni e condivisione dell’esperienza sono sempre più diffuse nel post-viaggio.

Questi sono alcuni dei risultati che verranno presentati il 14 ottobre durante la 53a edizione di TTG Incontri dall’edizione 2016 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano. Dopo l’analisi sul Digital Tourist Journey realizzata nel 2015 nelle vacanze lunghe degli Italiani, l’Osservatorio tratterà quest’anno la pervasività del digitale sulle vacanze brevi o short break.

filippo rengaInternet si conferma pervasivo anche per i viaggi brevi degli italiani, soprattutto nella fase pre-viaggio: l’84% prenota online, l’83% effettua ricerche e il 67% cerca soprattutto ispirazione” afferma Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano. “Cresce, però, anche l’attività online nel post-viaggio: il 39% dei turisti online risponde alle sollecitazioni commerciali post-viaggio, il 37% scrive recensioni e il 34% condivide l’esperienza.”

Si confermano fondamentali per l’ispirazione sia le recensioni e i commenti letti online (per il 48% dei rispondenti) sia quelli ricevuti di persona tramite amici e conoscenti (40%) o in conversazioni casuali (20%). Il vecchio passaparola, seppur in parte cambiando veste con l’avanzare della sharing economy, continua a guidare questa fase.

Nella ricerca di informazioni i motori di ricerca si confermano il canale più utilizzato (45%), seguiti da siti di prenotazione e comparazione di alloggi e mezzi di trasporto (34%) e di recensione (31%) e i siti dell’alloggio (19%).

È nella prenotazione dei servizi principali prima della partenza che internet la fa da padrone. Il 92% dei Turisti ha prenotato alloggio o mezzo di trasporto, e l’81% lo ha fatto online” dichiara Eleonora Lorenzini, ricercatrice per l’Osservatorio Innovazione Digitale Nel Turismo. “È anche interessante notare che tra coloro che hanno prenotato un alloggio prima della partenza, il 14% lo ha fatto tramite cofanetti regalo (es. Smartbox). Quanto ai servizi aggiuntivi prenotati prima della partenza internet è utilizzato soprattutto per prenotare o acquistare attività culturali e tour guidati (13% dei turisti li prenota su internet), attività di relax (13%) e ristoranti (12%)”.

Anche le vacanze brevi, al pari delle lunghe, si pianificano per tempo (in media 3 mesi prima), ma il Turista dello short break sembra avere le idee più chiare (e una maggiore propensione al rischio): fa meno ricorso ai motori di ricerca e in poco più di 4 ore è pronto a prenotare.

Le App si confermano fondamentali ma non ancora pervasive. Le categorie più usate sono le stesse della vacanza lunga: Meteo (45%), Mappe e navigazione (40%), Social Network (32%), Ristoranti (20%). Sono le app già scaricate e usate nella quotidianità.

Mentre l’utilizzo del tablet si conferma pressoché uguale rispetto alla vacanza lunga, è maggiore l’utilizzo dello smartphone a discapito del computer fisso o portatile, sebbene questo rimanga il device prevalente soprattutto nel pre-vaggio.” Conclude Filippo Renga: “Nell’attività di ricerca lo smartphone è il mezzo più utilizzato dal 17% dei Turisti Digitali dello short break, rispetto all’11% della vacanza lunga. Nella prenotazione prima della partenza lo smartphone è utilizzato per la prenotazione di almeno un’attività dal 18% degli intervistati rispetto al 13% del 2015.”

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