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Giovedì, 15 Giugno 2017 09:58

Airbnb, Vacanze in famiglia: la prenotazione è mamma

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Il sondaggio di Airbnb sui viaggi in famiglia per l'estate 2017 Il sondaggio di Airbnb sui viaggi in famiglia per l'estate 2017

Dalla ricerca condotta da Airbnb e FattoreMamma su un campione di 1.426 mamme italiane che ha indagato i programmi di viaggio per la prossima stagione estiva, emergono i principali trend sulle vacanze in famiglia per l’estate 2017. Innanzitutto, la prenotazione è donna, ovvero 3 volte su 4 è la mamma a pensarci e organizzare il viaggio ma sempre maggiore è il coinvolgimento dei bambini e sempre più importante il loro parere, così come cruciali sono la consapevolezza delle esigenze della famiglia allargata e il ruolo dei social network che hanno soppiantato la vecchia cartolina.

Viaggiare in famiglia significa ancora per lo più raggiungere un luogo di villeggiatura.

Il 67% delle mamme dichiara che, viaggio a parte, il programma per quest’anno è di alloggiare l’intero periodo nello stesso luogo. 3 famiglie su 4 hanno scelto di pianificare le vacanze in Italia, mentre il 25% sceglierà di viaggiare all’estero. Per l’85% si tratterà di un periodo di 1-2 settimane; solo una minoranza (15%) si permetterà fino a 3 o 4 settimane fuori casa. Per raggiungere la destinazione, il 67% utilizzerà l’auto. Se un quinto (22%) opterà per l’aereo, il grande sconfitto dell’estate è il treno: solo il 3% delle mamme farà rotta verso la stazione ferroviaria alla partenza. Destinazione villeggiatura: Emilia-Romagna (13%), Puglia (12%), Sardegna (11%), Toscana (10%) e Sicilia (9%).

airbnb vacanzeinfamiglia

Le ricerche di offerte e prenotazioni sono sempre di più incombenze invernali per la mamma planner che se ne occupa anche 5-6 mesi prima della partenza, o comunque almeno 3-4 mesi (66%). Ma c’è anche la mamma last-minute (1 su 3), che prima della fine dell’anno scolastico le vacanze non riesce a organizzarle (da 30 a 60 giorni prima della partenza), con l’11% del campione che dichiara di riuscire a sistemare la pratica a meno di 30 giorni dalla partenza.

Per il 54%, lo spunto per cominciare a guardarsi attorno viene a seguito di consigli di amici, mentre per il 30% sono le recensioni online a ispirare la ricerca. Il 18% si lascia ispirare da articoli e informazioni promozionali su giornali, TV oppure online. Cruciali per la scelta risultano in ogni caso la posizione strategica dell’alloggio (79%) e le dotazioni della sistemazione, come la disponibilità di una cucina e la dimensione degli spazi comuni (36%).

Che ci si muova presto o tardi, la prenotazione finale è della mamma: il 75% dichiara di effettuare l’acquisto del viaggio in prima persona, con solo il 23% a lasciare l’incombenza al partner oppure a delegare qualcun altro (2%).

Tra i fattori più importanti nell’orientare la scelta ci sono che l’alloggio scelto sia funzionale ai bisogni della famiglia (25%), che il prezzo non sia eccessivo (23%), e che il viaggio consenta di visitare posti nuovi (14%). Ma la condizione fondamentale risulta essere che la destinazione sia di gradimento per tutta la famiglia, bambini compresi (37%) che entrano dunque nella scelta della meta della vacanza.

Il 51% spiega anche ai più piccoli (sotto i 3 anni) dove si andrà e quale saranno i ‘giochi’, mentre il 16% dice di mostrare loro foto della destinazione o di tenere conto dei loro desideri. Un 34% ammette invece di non coinvolgerli perché ancora troppo piccoli.

Come interpretare questo cambiamento?

Secondo Carla Facchini, Professore Ordinario di Sociologia della Famiglia, Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca: Stiamo assistendo a un processo di democratizzazione dei processi decisionali famigliari: ad un modello autoritario tradizionale, si è sostituito un modello di co-decisione dapprima entrambi i componenti della coppia, poi, e in misura crescente anche i figli, anche piccoli. Questo vale in generale, dalla decisione dei cibi da cucinare, all'acquisto di beni più impegnativi, ma vale ancor di più per le vacanze che spesso costituiscono, per i genitori, un’occasione importantissima per investire nel rapporto coi figli, sia perché durante l'anno si è impegnati nel lavoro, sia perché, in un un numero crescente di casi, si è separati e non si vive quindi più la quotidianità del rapporto. Certo questa co-decisionalità può essere, come tutte le contrattazioni, faticosa e, talvolta, comportare conflitti, ma, nella maggior parte dei casi, rafforza, come tutti i processi di democraticizzazione, il senso di coesione e di identità collettiva."

Un altro fattore sempre più importante per le mamme è vivere la destinazione facendo in modo che la vacanza sia un’occasione per la famiglia e per i figli di immergersi nella cultura locale, favorendo una dimensione sociale, specialmente con persone del posto. Così, il 30% dichiara di preoccuparsi che l’intrattenimento permetta ai propri bambini di interagire con i coetanei, anche affidandosi a strutture che prevedano attività organizzate per i più piccoli (16%) o per tutta la famiglia (13%). Il 37% si preoccuperà invece in prima persona di organizzare le attività di intrattenimento dei figli.

Parlando di vacanze con la famiglia, emerge anche la considerazione che non ci sono solo mamma, papà e bambini. Con la società cambiano anche dimensioni ed esigenze del nucleo famigliare, che si allarga oppure si restringe. 1 mamma su 4 ha spiegato che partirà sola con i bambini, con un altro parente, e in alcuni casi anche degli amici.

Infine, il ruolo dei social network durante la vacanza. Sul punto le mamme sono discordi. Per il 39%, in vacanza meglio stare online il più possibile. Per altre però, ai social (41%) o alla chat (21%) non si rinuncia. Spaccatura netta anche sull’opportunità di condividere immagini dei bambini ai propri contatti: il 22% posta infatti sui social, ma non foto dei figli, mentre il 20% non in merito non si fa problemi.

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