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Martedì, 26 Novembre 2013 12:24

CISET: In crescita il turismo internazionale nel 2014

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CISET: In crescita il turismo internazionale nel 2014

TRIP, il Modello di Previsione dei flussi turistici elaborato da Ciset-Ca’ Foscari due volte l’anno (maggio, edizione primaverile e novembre, edizione autunnale) e disponibile su abbonamento, fotografa un 2014 in crescita sul fronte del turismo internazionale che sceglie l’Italia come meta. Trip, strumento previsionale operativo da vent’anni grazie all’accuratezza delle sue stime permette di catturare e misurare i legami tra trend economici e socio-demografici e il fenomeno turistico attraverso l’analisi delle scelte del turista.

Il contesto economico mondiale di riferimento

Il 2013 sembra  chiudersi all’insegna di una moderata espansione, con alcune delle economie più avanzate – in primis Canada Australia e USA – posizionate ormai su livelli già superiori a quelli pre crisi, e altre – Eurozona e UK innanzitutto – che paiono ormai avviate su un sentiero di ripresa sicuro, per quanto lento, ma significativamente ridimensionate.

Dall’altro lato, il fronte asiatico sembra essere riuscito a tener testa alle tensioni di inizio anno. La Cina, in particolare, sta registrando un’accelerazione dell’attività economica superiore a quella attesa grazie ad un significativo, e non scontato, aumento della domanda interna che sembra avere più che bilanciato la caduta dell’export verso l’occidente in crisi.

L’effetto combinato di questi fattori si tradurrà in una crescita mondiale per l’anno in corso pari a +3%. A partire dal 2014 le previsioni segnalano un +3,8% per il prossimo anno e un +4% per il 2015. Le previsioni per la Cina indicano una crescita compresa tra +7,5% e +7,8% nel biennio, seguita dall’India con un +5,1% e +5,8% nei due anni. In America Latina, i big del biennio appena trascorso, Brasile e Argentina, sembrano condividere pesantemente la crisi, tanto che la dinamica del PIL 2013-2014 viene progressivamente rivista al ribasso (non superiore al +2,4% per l’anno in corso e intorno a +3,0% nel 2014). Le economie dell’Est Europa mostrano performance ancora più ridimensionate, con la Russia che dovrebbe attestarsi nel biennio tra l’1,7% e il 2,9%.

Nonostante lo shutdown abbia rallentato la crescita USA nel corso dell’ultimo trimestre, gli analisti concordano nel ritenere le perdite temporanee: positivi sono i segnali sul fronte dei consumi, degli investimenti fissi da parte delle imprese e anche delle costruzioni (+22% nell’anno in corso). Le prospettive di medio termine sono perciò decisamente più ottimistiche, tanto che per il biennio ci si attende tassi di crescita non inferiori a +2,6%.

L’area euro, infine, ha registrato un cambio di passo nell’ultimo trimestre con tassi positivi non solo per le esportazioni, ma anche per consumi (+0,7%), investimenti (+1%) e spesa pubblica (+1,7%). Ciò non basterà a invertire già nel 2013 il segno (si prevede infatti che l’economia europea chiuda l’anno con un -0,3%), ma pone le basi per un successivo biennio finalmente in espansione. Evidenti rimangono comunque le divergenze tra paesi. Mentre l’economia tedesca, anche grazie alle ottime performance dell’export, è orientata ad un’espansione decisamente superiore alla media dell’area (+1,4% nel 2014), ben sette paesi resteranno su terreno negativo (nell’ordine Grecia, Portogallo, Italia, Spagna, Olanda, Finlandia, Irlanda) e altri tre non supereranno il +0,1% (Francia, Belgio e Danimarca).

Incrementi superiori all’1% si registreranno solo per Norvegia (+1,6%) e UK (+1,4%). In miglioramento il trend per il 2014, quando ancora in terreno negativo dovrebbe restare solo la Grecia (-1,0%), mentre per gli altri paesi non si supererà comunque il +2,3%.

Gli effetti sulle dinamiche del turismo internazionale

Il bilancio relativo ai primi otto mesi del 2013 risulta superiore alle aspettative, quantomeno in termini di arrivi mondiali, che sono aumentati del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è stata trainata dagli ottimi risultati dell’area “Asia e Pacifico” (+6,3%) e dell’Europa (+5,4%), che rimane comunque la prima destinazione mondiale. A fronte di tale dinamica, l’Organizzazione Mondiale del Turismo prevede per l’anno in corso un risultato complessivamente in linea con le proiezioni di lungo termine 2010-2020, pari a +3,8% medio annuo. Entro la fine del 2013, dunque, il movimento turistico mondiale dovrebbe superare il miliardo e 100 milioni di arrivi.

Scala Mondiale. Le partenze dai principali mercati di origine, cioè la propensione a fare turismo internazionale

Le previsioni TRIP per il biennio 2013-2014 indicano un aumento dei flussi originati dai paesi più sviluppati (nel rapporto rappresentati dai principali 21 paesi: Austria, Belgio-Lussemburgo, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera, Canada, Stati Uniti, Australia, Giappone, America Latina e Africa.) compreso tra +1,5% e +2,9%, contro una dinamica totale del +3,8% e +4,2% nei due anni.

Italia: Previsioni flussi turistici internazionali 2013-2014

TRIP prevede la capacità dell’Italia di attrarre flussi turistici dai mercati analizzati a partire dalla propensione a fare turismo internazionale, espressa dalla dinamica delle partenze. Nel biennio 2013-2014 gli arrivi internazionali in Italia registreranno incrementi compresi tra il +2,2% e il +3,1%. Tra i mercati tradizionali, nel 2013 prevale la spinta dei Paesi Extraeuropei con il contributo comunque significativo dell’Europa Centrale ed in particolare della Germania; nel 2014 sarà ancora l’extra Europa a fare da traino, anche grazie al consolidamento sul mercato nipponico e alla tenuta di quello americano, favorita anche dal previsto riequilibrio dollaro-euro; ancora in aumento i flussi dall’Europa Centrale.

L’area che raggruppa i paesi extraeuropei è contraddistinta da un significativo aumento nel 2013 (+3,9%). Gli arrivi dagli Stati Uniti, che rappresentano più della metà dei flussi di questo raggruppamento, dovrebbero registrare un aumento del + 4,7%, mentre i flussi dal Giappone, anche grazie alle migliori performance economiche, saranno caratterizzati da un trend comunque positivo (+3%). Il 2014 registrerà un ulteriore incremento dei flussi dai paesi extraeuropei con un tasso di crescita del +6,6%.

I paesi dell’Europa Centrale rimangono il più importante mercato di origine per l’Italia rappresentando, con quasi 20 milioni di arrivi, circa la metà dei flussi dai principali paesi. L’area mostrerà un andamento inferiore alla media nell’anno in corso (+1%); nel 2014, la crescita prevista sarà più marcata (+1,5%).

I flussi provenienti dai paesi dell’Area Mediterranea fanno registrare un andamento negativo nel 2013 (-0,3%) mentre la crescita, seppur lieve, si ripresenterà nel 2014 (+0,5%). In questo caso incide la critica situazione economica di Grecia, Spagna e Portogallo. La Francia, che con quasi 4 milioni di arrivi assorbe i due terzi dei flussi dall’area, mostra un andamento superiore  alla media.

I paesi del Nord Europa, che con oltre 5 milioni di arrivi rappresentano, dopo l’area mediterranea, il mercato di origine meno consistente per il nostro paese, si caratterizzeranno per dinamiche positive dei flussi verso l’Italia sia nel 2013 che nel 2014 (+0,5% e +3% rispettivamente). Il Regno Unito (che con 3 milioni di arrivi rappresenta circa i due terzi dei flussi totali dall’area, nonché il quarto mercato europeo in termini di importanza), sarà contraddistinto da un trend inferiore  alla media dell’area (+0,3% e +2,9% rispettivamente).

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