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Martedì, 18 Giugno 2019 12:02

Home Staging: tempi più brevi, prezzi e canoni più alti per la vendita e affitto di immobili

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Allestimento di Fosca de Luca, presidente dell'Associazione Nazionale Home Staging Lovers Allestimento di Fosca de Luca, presidente dell'Associazione Nazionale Home Staging Lovers

Le associazioni di categoria degli home stager italiani Home Staging Lovers e Home Staging Italia, hanno raccolto i dati 2018 sull'andamento del mercato per le abitazioni che sono state oggetto di un intervento di valorizzazione immobiliare. Ne è emerso che chi si affida a professionisti per allestire l’abitazione prima di metterla sul mercato non solo conclude l’affare 4 volte più velocemente, ma riesce a farlo a prezzo più alto con vantaggi anche per le locazioni turistiche extra alberghiere.

Il sondaggio svolto dall’Associazione Nazionale Home Staging Lovers e dall’Associazione Professionisti Home Staging Italia, rileva che, quando si allestisce l’immobile ad hoc, si riesce a trovare un compratore in media in 49,9 giorni, oltre 4 volte più velocemente rispetto ai 7,2 mesi della media italiana (fonte: Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – Banca d’Italia, IV trimestre 2018). Il dato complessivo del venduto post home staging raggiunge il 91,6%.

Fino a pochi anni fa la figura dell’home stager era poco conosciuta in Italia. Si tratta di un professionista che unisce diverse competenze – design d’interni, decorazione, fotografia e marketing immobiliare – per preparare le abitazioni alla vendita o all’affitto. Non una ristrutturazione, ma un allestimento temporaneo basato su colori, complementi d’arredo, elementi decorativi e illuminazione, completato da un servizio fotografico, studiato per attrarre il giusto target di compratori.

E' un lavoro che non si improvvisa e le Associazioni puntano alla formazione. Home Staging Lovers per esempio ha un'offerta formativa, che è obbligatoria e gratuita per gli associati e aperta anche ai non soci, e rappresenta quindi una valida occasione per accostarsi a questa professione con corsi e workshop focalizzati sulla comunicazione, sulla gestione del tempo e su Instagram.

E proprio il tempo, spiega la presidente di Home Staging Lovers Fosca de Luca, è fondamentale per concludere un buon affare: "In un mercato ribassista, è importante ridurre i tempi di vendita, perché vendere prima significa vendere a un prezzo superiore". I dati raccolti dalle associazioni di categoria evidenziano proprio questo aspetto: lo sconto medio post home staging è del 5,6% contro il 10,5% della media italiana rilevato sempre da Bankitalia. "E anche sul fronte delle locazioni a lungo termine", evidenzia ancora Fosca De Luca, "i nostri associati rilevano canoni annui del 10% più alti rispetto al mercato e media dei tempi di affitto di 10 giorni".

L’home staging, inoltre, è un valido strumento per valorizzare anche gli immobili destinati al turismo, che si collocano sul mercato con un prezzo di locazione più alto del 20% e registrano un aumento del tasso di occupazione medio del 30%.

Gli home stager italiani, sono dunque sempre più riconosciuti come figure chiave del mercato immobiliare, sia dagli addetti ai lavori, sia dal pubblico, che oggi comprende come l’investimento in home staging venga subito ripagato. 

Dal sondaggio effettuato dalle associazioni di categoria emerge inoltre che il fenomeno home staging riguarda tutto il territorio nazionale, a partire dalle grandi città, ma non solo. Il 61% dei lavori di home staging per la vendita si concentra infatti in tre regioni: Lazio (23%), Emilia Romagna (21%) e Lombardia (17%). A seguire Veneto e Sardegna (7% ciascuna), Toscana (6%), Umbria e Liguria (4%), Sicilia e Piemonte-Valle d’Aosta (3%).

Per quanto riguarda gli allestimenti finalizzati agli affitti, guida la classifica il Lazio (31%), seguito da Lombardia (20%), Piemonte-Valle d’Aosta ed Emilia Romagna (9,5%), Sicilia e Sardegna (6% rispettivamente), Toscana, Abruzzo-Molise e Marche (3% ciascuna). La classifica degli interventi su immobili turistici vede al primo posto il Lazio (19%); a seguire Veneto (14%), Lombardia (12%), Sardegna, Emilia Romagna e Toscana (9,5% ciascuna) Sicilia, Umbria e Piemonte-Valle d’Aosta (5%).

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