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Martedì, 08 Ottobre 2019 17:04

Investimenti immobiliari in crescita a Milano

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Investimenti immobiliari in crescita a Milano

Il report di Cushman & Wakefield, "Winning in Growth Cities" - che analizza l’attività di investimento nel settore degli immobili commerciali e classifica le città in base alla loro capacità di attrarre capitali - evidenzia un quadro generale ancora positivo per l’immobiliare globale, pur se più cauto, per l’anno (giugno 2018-giugno 2019) appena trascorso, con volumi d’investimento in stabilizzazione e poco meno di mille miliardi di Euro investiti. In Italia, nei primi nove mesi, gli investimenti immobiliari hanno superato i 7 miliardi di Euro, oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno di cui 2,1 miliardi di Euro solo a Milano (+28%) che, però, tra le città più ambite in Europa, è al 14° posto. 

In Europa, Londra detiene la posizione in cima alla graduatoria per volume investito nell’immobiliare nell’anno oggetto dello studio, da giugno 2018 a giugno 2019, e si conferma la quarta città più ambita a livello globale dopo le città americane di New York, Los Angeles e San Francisco.

Il quadro generale che emerge dal rapporto annuale pubblicato da Cushman & Wakefield è che, con quasi mille miliardi di Euro di investimenti, i volumi globali nel settore immobiliare si sono stabilizzati. Nononostante ciò, la domanda rimane a livelli record, soprattutto quella domestica e regionale. I valori elevati e la carenza di prodotto hanno rallentato l'attività rispetto ai mesi precedenti, con gli investitori che, in generale, sono meno propensi a investire in mercati più rischiosi o a sbilanciarsi su valori ancora più alti, vista la prospettiva di una crescita debole, in contrazione e l’incertezza sui tassi. I trend sono stati differenti tra le aree geografiche, con il Nord America che ha registrato un aumento dell'attività di quasi il 13% – la performance migliore in cinque anni – mentre l'Europa e l'Asia hanno visto scendere i volumi del 12%, con cali maggiori in America Latina (-38,5%) e Medio Oriente (-65,5%).

L’anno che verrà sarà caratterizzato da una bassa crescita economica ma, la rinnovata politica monetaria espansiva, potrà favorire l’estensione del ciclo di compressione dei rendimenti anche al 2020, pur se in modo selettivo. Proseguirà la ricerca di maggiori rendimenti da parte degli investitori che dovranno approcciare nuove opportunità – mercati e asset – pur di allocare il capitale, che continuerà a essere abbondante.

A livello europeo la Spagna continua ad attrarre capitali internazionali e Madrid passa al 4° posto della graduatoria Europea, dopo Londra, Parigi e Berlino, confermandosi una delle città più ambite.

Rispetto all’Italia, le migliori prospettive di crescita insieme alla capacità del Paese di infondere maggiore fiducia agli investitori sul futuro, si dimostrano fattori premianti per il Paese, nonostante l’incertezza politica.

A Milano nell’ultimo anno (giugno 2018-giugno 2019) i volumi investiti nell’immobiliare sono stati circa 3,2 miliardi di Euro, in linea con lo stesso periodo dello scorso anno. Se consideriamo invece i primi nove mesi del 2019, il volume si attesta su 2,1 miliardi di Euro, un terzo del volume investito in Italia nello stesso periodo, un incremento del 28% rispetto al 2018 e in linea con il volume dei primi nove mesi del 2017, anno record per il mercato immobiliare italiano.

Top 15 mercati Europei per volumi annuali investiti nell’immobiliare (tutti i settori-esclusi gli sviluppi), giugno 2018-giugno 2019top15mercati
Fonte: Cushman & Wakefield, RCA

 

A Milano, precisa Carlo Vanini, Head of Capital Markets per Cushman & Wakefield in Italia, "i volumi sono in crescita in tutti i settori, pur se gli uffici continuano a dominare, a dimostrazione che la città è in grado di offrire opportunità con profili rischio/rendimento molto interessanti nel contesto del mercato continentale. Oggi stimiamo in pipeline operazioni per un valore di almeno un miliardo e mezzo di Euro, che potrebbe portare il volume investito nella città nel 2019 a uno dei migliori livelli di sempre.”

Gli investitori internazionali, sia quelli con una presenza ormai consolidata che quelli che solo recentemente hanno iniziato ad analizzare il mercato milanese, stanno confermando la loro fiducia con l’80% del volume delle transazioni generato da capitale “cross border”, in particolare da investitori Europei e Statunitensi. 

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