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Giovedì, 23 Febbraio 2017 14:39

Strutture "ricettive non alberghiere" o "turistiche in appartamento"

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Strutture "ricettive non alberghiere" o "turistiche in appartamento"

In questo articolo cerchiamo di spiegare, in modo semplice e sintetico, le differenze tra le diverse strutture ricettive non alberghiere, che noi preferiamo chiamare turistiche in appartamento. Iniziamo con Case e appartamenti per vacanze (CAV), Bed&Breakfast, Affittacamere e Locande. massimo costa segretario generale rescasa

Presenteremo poi le altre tipologie ricettive, dalle case per ferie agli ostelli per la gioventù, dalle strutture alpinistiche alle aziende ricettive all’aria aperta. 

Un mondo vasto e variegato che, vista la crescente importanza che sta assumendo nel comparto turistico, merita attenzione e specifico approfondimento.

 

Case e appartamenti per vacanze ( CAV). Sono strutture gestite in modo unitario e organizzate per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari in unità abitative, o parti di esse, con destinazione residenziale, composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina.

Le CAV sono collocate in un unico complesso, oppure in più complessi immobiliari.

Le case e gli appartamenti per vacanze possono essere gestiti in forma imprenditoriale, ma in Lombardia, a seguito della legge 27/15 e successivo regolamento, possono altresì essere gestiti in forma non imprenditoriale da coloro che hanno la disponibilità fino ad un massimo di 3 unità abitative e svolgono l’attività in modo occasionale.

Con un emendamento successivo è stato specificato che l’occasionalità si traduce in una chiusura annuale di 90 giorni, anche non consecutivi.

Le CAV mantengono la destinazione urbanistica residenziale e devono possedere i requisiti igienico-sanitari ed edilizi previsti per i locali di civile abitazione.

Nel regolamento dell’agosto 2016 sono inoltre previsti gli standard qualitativi , in ragione dei quali gli appartamenti devono essere agibili e in buono stato di conservazione e manutenzione.

Bed&Breakfast. Si tratta di attività svolta a conduzione familiare in forma non imprenditoriale da chi, in maniera non continuativa, fornisce alloggio e prima colazione in non più di quattro camere con un massimo di dodici posti letto, avvalendosi della normale organizzazione familiare, comprendendosi l’eventuale presenza di collaboratori domestici della famiglia.

L’attività va esercitata al numero civico di residenza anagrafica del titolare e deve osservare un periodo di interruzione dell’attività non inferiore a novanta giorni anche non continuativi. Non necessita d’iscrizione nel registro delle imprese né di apertura della partita IVA, occorre invece esporre un apposito contrassegno identificativo all’esterno della residenza.

Ricordiamo da ultimo che, per la somministrazione di alimenti e bevande riferita al servizio di prima colazione effettuata dal titolare non sono necessari i requisiti professionali connessi all’attività di pubblico esercizio.

Affittacamere. Diciamo subito che in Lombardia tale attività assume la denominazione di foresteria lombarda e designa quelle strutture ricettive gestite in forma imprenditoriale, in non più di sei camere, con un massimo di quattordici posti letto, da chi, anche in un immobile diverso da quello di residenza, fornisce alloggio ed eventuali servizi complementari , compresa la somministrazione di alimenti e bevande esclusivamente per le persone alloggiate.

I locali devono possedere le caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie previste per i locali di civile abitazione e, inoltre, occorre esporre un apposito contrassegno identificativo della foresteria lombarda, eventualmente in aggiunta alla denominazione originaria di affittacamere.

Locande. Infine trattiamo delle locande, che sono strutture ricettive complementari all’esercizio della somministrazione di alimenti e bevande, gestite dallo stesso titolare in forma imprenditoriale in non più di sei camere, con un massimo di quattordici posti letto.

L’attività di locanda è svolta nello stesso edificio in cui si svolge l’esercizio di somministrazione e il Comune rilascia un’unica autorizzazione per entrambe le attività. Anch’essa è soggetta all’esposizione obbligatoria di un contrassegno identificativo all’esterno della residenza.

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